"Omicron dilaga tra i bambini. Al Bambin Gesù sono serviti posti letto"

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Annalisa Grandin (Photo: Twitter/getty)
Annalisa Grandin (Photo: Twitter/getty)

“La Omicron ha colpito tutte le fasce d’età, perciò non possiamo parlare di Pandemia dei bambini. Ma in questo momento sono loro il bersaglio ideale del virus perché non vaccinati. Questo fa sì che diventino i soggetti più a rischio di sviluppare complicanze da Covid”. Sono le parole della pediatra Annalisa Grandin, del reparto di Pediatria Generale del Dipartimento d’emergenza accettazione e pediatria generale dell’ospedale Bambino Gesù, che all’Huffpost ha raccontato lo scenario e le difficoltà che il più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa sta affrontando con l’arrivo di Omicron. “Con l’arrivo di Omicron i posti letto per i più piccoli sono diventati insufficienti – spiega la dottoressa - e alla luce dei tanti nuovi ricoveri che stiamo registrando, abbiamo avuto la necessità trovarne altri 16. Al momento abbiamo più di 60 bambini ricoverati, di cui 5 in terapia intensiva. È un numero relativamente alto, che preoccupa. Prima avevamo circa un 4% di positivi rispetto al totale degli accessi al pronto soccorso, oggi siamo passati a un 15%. I numeri sono in crescita. Tutto questo da Natale a oggi, quindi in circa tre settimane”.

La nuova variante sta cominciando a contagiare anche i bambini in tutto il mondo, tanto che, per frenare la crescita delle infezioni tra i più piccoli, lo Sheba Medical Center, il più grande ospedale di Israele, ha deciso di aprire un reparto ad hoc. Moshe Ashkenazi, il direttore del reparto, ha spiegato che ci si sta preparando a una nuova ondata di ricoveri tra i bimbi. “La Omicron sembra essere meno virulenta rispetto ad altre varianti, ma la maggior possibilità di essere contagiati porterà diversi bambini a essere ricoverati in ospedale”, ha detto Ashkenazi al Times of Israel, paragonando gli attuali numeri dei contagi a quelli della prima ondata all’inizio del 2020. “Abbiamo un senso di deja vu rispetto alla prima ondata e ci stiamo preparando per una guerra, proprio come abbiamo fatto nella prima ondata”, ha detto Ashkenazi. “Purtroppo i contagi si stanno diffondendo così velocemente che mi aspetto che questo nuovo reparto si riempia entro 10-14 giorni, quindi dovremo aprirne un altro”, ha aggiunto.

In Italia come è la situazione? La dottoressa Grandin spiega che i numeri dei ricoveri al pronto soccorso del Bambino Gesù sono triplicati nelle ultime tre settimane. “Inevitabilmente, quando ci sono tanti adulti positivi abbiamo anche tanti bambini positivi. La variante omicron è più contagiosa rispetto alle varianti precedenti, per cui ha determinato un aumento tale dei contagi che ha coinvolto anche i bambini. Inoltre, dato che nella fascia 0-5 anni il vaccino non è disponibile, e nella fascia 5-11 anni la vaccinazione è partita la settimana prima di Natale, quindi quando l’ondata già era in arrivo, è ovvio che questi siano numeri ancora relativamente bassi. Ma ci aspettiamo che crescano. Nel Lazio abbiamo circa un 17% di vaccinati nella fascia d’età 5-11 anni”. La dottoressa spiega che i cinque pazienti ricoverati in terapia intensiva sono assistiti da ventilatori, poiché da soli non riescono a respirare. Gli altri, invece, hanno febbre, disidratazione e inappetenza, oltre che sintomi respiratori, gestibili però in un normale reparto di degenza.

“La Omicron ha colpito tutte le fasce d’età, ma ha trovato nei bambini un terreno non vaccinato. Chi è vaccinato, soprattutto con la dose booster, ha una risposta alla Omicron che arriva quasi al 90%, questo vuol dire avere una sintomatologia che può andare dall’asintomatico al lieve. Questi pazienti sono gestiti a domicilio, con una terapia di supporto e con l’aiuto del medico di famiglia. Al contrario i bambini, che non hanno la vaccinazione, se prendono l’infezione sono più facilmente ospedalizzati”.

In base ai dati elaborati da Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria dei 21 ospedali sentinella d’Italia il numero dei bambini ricoverati è praticamente raddoppiato a fine dicembre 2021, passando da 23 a 45, con un incremento pari al 96%. Tra i piccoli degenti il 69% ha tra 0 e 4 anni mentre la restante parte del 31% ha tra 5 e 18 anni. Nessuno dei minori sopra i 5 anni era stato vaccinato con ciclo completo. Da sottolineare anche che la metà dei bambini finiti in ospedale, precisamente il 49%, ha un genitore non vaccinato e ben il 38% ha entrambi i genitori No vax.

“La disidratazione e l’inappetenza che derivano dalla febbre sono più difficili da gestire a domicilio su un bambino di dieci mesi piuttosto che su un adulto di 45 anni – conclude la dottoressa –. In più non dimentichiamoci dei bambini fragili, che necessitano di ulteriori cure”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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