Omofobia, Baldassarre: "Intervento Vaticano è legittimo, governo non ignori la questione"

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Roma, 23 giu. (Adnkronos) – La nota verbale consegnata dal cardinale Paul Richard Gallagher il 17 giugno scorso e subito tramessa dall’ambasciatore italiano presso la Santa Sede Pietro Sebastiani al ministero degli Esteri, a palazzo Chigi e al Quirinale "non è un attacco alla laicità dello Stato. I rapporti con il Vaticano sono regolati dai Patti Lateranensi a cui fa riferimento l'articolo 7 della Costituzione italiana". Ne parla con l'Adnkronos l'ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre che commenta: "Quello del Vaticano è un intervento auspicabile e legittimo per trovare una soluzione di pari soddisfazione nonché una mossa abile al di là di chiacchiere ed affermazioni, perché la palla passa direttamente nelle mani della gerarchia vaticana e del Governo, che non può ignorare la questione".

"L'esecutivo deve aprire un dialogo con la Chiesa per trovare soluzioni soddisfacenti per ambo le parti; dunque deve informare il Parlamento. Se la decisione non sarà conforme, la parola finale spetterà alla Corte costituzionale", spiega Baldassarre. Nessuna interferenza del Governo con l'attività parlamentare quindi? "Ho letto molte cose sulla libertà del Parlamento ma il Parlamento è libero al di sotto della Costituzione".

Ci sono elementi nel ddl Zan che dal suo punto di vista violano il concordato e andrebbero modificati? "L'articolo 7 pone problemi – risponde l'ex presidente della Consulta – Non c'è distinzione con le scuole cattoliche o di altre confessioni cristiane e il Vaticano fa presente che la coincidenza fra sesso e genere è un caposaldo delle Sacre Scritture, come l'unione fra un uomo e una donna. Non si può chiedere – rileva – ad una insegnante di una scuola cattolica di affermare cose contrarie a questi punti fermi né si può pretendere che le scuole cattoliche partecipino alle attività previste nella Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. Andrebbero esentate o va garantita una partecipazione che assicuri la libertà di espressione. Il punto è – conclude il costituzionalista – che non vanno posti limiti alla libertà di pensiero di chiunque sia d'accordo o contrario con il ddl Zan".

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