Omofobia: Centro studi Livatino, 'è intolleranza richiesta rimozione Matone come varo testo Zan'

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Roma, 26 mar. (Adnkronos) – "È espressione di intolleranza marchiare di 'omofobia' una persona solo perché ha condiviso una posizione esposta civilmente, allo scopo di escluderla da responsabilità istituzionali. La medesima intolleranza preme per trasformarsi in norme di legge con il varo del cosidetto testo Zan. Vi è perfino qualche leader di partito per il quale è prioritario mandare davanti al giudice, poi in carcere, chi si limita a esprimere una opinione. Ringraziamo le associazioni Lgbt+ per averlo reso così evidente". Lo afferma il Centro studi Livatino commentando la richiesta di sospensione della nomina di Simonetta Matone a consigliere di fiducia dell'Ateneo la Sapienza perché definita dall'associazionismo Lgbt+ di essere "nota da sempre per le posizioni omofobe".

"Come Centro studi Livatino sfidiamo chiunque abbia un briciolo di obiettività a individuare un solo passaggio omofobo nel nostro appello, a suo tempo sottoscritto da 321 giuristi fra magistrati, avvocati e docenti di diritto: https://www.centrostudilivatino.it/appello-di-giuristi-promosso-dal-centro-studi", tra cui la Matone di cui "le associazioni Lgbt+ chiedono che “la Rettrice Polimeni, che ha nominato la Matone, riveda al più presto la sua decisione'"

"È sufficiente una rapida lettura del curriculum vitae della Matone per constatare come l’intera sua vita sia stata spesa al servizio dei diritti, dall’iniziale esperienza nell’amministrazione penitenziaria alle varie funzioni giudiziarie svolte, dal Tribunale di sorveglianza agli Uffici minorili, per non dire – conclude il Centro studi – degli incarichi fuori ruolo, per esempio quale capo di Gabinetto del ministero delle Pari opportunità".