Omofobia: il disegno di legge Zan è stato calendarizzato

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ddl zan
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Dopo mesi di ostruzionismo parlamentare, nella giornata del 28 aprile il Ddl Zan contro l’omostransfobia è stato finalmente calendarizzato dalla Commissione Giustizia del Senato a circa sei mesi dalla sua precedente approvazione da parte della Camera dei Deputati. Con la calendarizzazione – passata con 13 voti a favore e 11 contrari – il disegno di legge potrà ora essere discusso anche nell’aula di Palazzo Madama e ufficialmente convertito in legge nel caso giungesse l’approvazione definitiva.

Ddl Zan, approvata la calendarizzazione al Senato

Tra i primi a commentare l’avvenuta calendarizzazione del disegno di legge anche il parlamentare del Partito Democratico Alessandro Zan, da cui il Ddl prende il nome, che su Twitter ha scritto: “La legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva”. Al momento non è ancora stata indicata una data per la discussione del Ddl in Senato, anche se la Commissione ha approvato dei provvedimenti grazie ai quali verrà delineato il calendario dei lavori.

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Ddl Zan, i tentativi di ostruzionismo

La calendarizzazione del Ddl Zan era stato uno dei temi più caldi delle ultime settimane anche a causa dei ripetuti tentativi di ostruzionismo fatti dalle forze del centrodestra e in particolare dalla Lega.

Tra i più agguerriti oppositori del disegno di legge vi era peraltro proprio il presidente della Commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari, che in occasione dell’ultimo rinvio avvenuto lo scorso 20 aprile aveva definito il Ddl Zan un disegno divisivo: “Prendo atto della spaccatura fra i rappresentati dei gruppi di maggioranza in Commissione e segnalo come questa renda impossibile procedere serenamente con i lavori. Disegni divisivi come il ddl Zan non possono rallentare l’agenda della maggioranza”.

Ddl Zan, le reazioni politiche alla calendarizzazione

Soddisfatti in primis per il via libera della Commissione i rappresentanti dei partiti del centrosinistra, tra cui la responsabile Diritti del Pd Anna Rossomando, che sui social ha dichiarato: “È stata lunga, ma questo risultato lo abbiamo ottenuto, le manovre ostruzionistiche non sono bastate. Ora andiamo avanti”.

Entusiasmo anche da parte di Italia Viva: “Finalmente il Ddl Zan è stato calendarizzato in Commissione giustizia, grazie all’apporto decisivo di Italia Viva. Un passaggio fondamentale per approdare ad una legge che il Paese aspetta”, mentre dure critiche sono giunte dalla Conferenza Episcopale Italiana: “Troppi dubbi, serve un dialogo aperto senza pregiudizi. Coerentemente a quanto già espresso, ribadiamo il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.