Omofobia, legge in aula il 3 agosto. Muro Fdi-Lega: incostituzionale

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Roma, 30 lug. (askanews) - Si è concluso in commissione Giustizia a Montecitorio l'iter della legge contro l'omotransfobia e la misoginia che a giorni approderà in aula. Per la maggioranza si tratta di "un buon testo che probabilmente verrà ancora limato" ma che risponde alla esigenza di inserire nel codice penale la condanna della violenza dei comportamenti omofobici e di promuovere misure positive per prevenirli. Di parere opposto gli esponenti di Fratelli d'Italia che parlano di "forzature della maggioranza" e di un possibile giudizio di "incostituzionalità" della legge. Intanto in commissione Giustizia a Montecitorio è stato votato il mandato di Alessandro Zan, deputato del Pd, a relatore del ddl: l'iter in aula inizierà lunedì prossimo, 3 agosto. "Con questo voto termina la fase di approvazione in commissione. Ringrazio i colleghi e le colleghe: è un ruolo che mi riempie di orgoglio, ma anche di responsabilità per un disegno di legge di civiltà tanto importante e tanto atteso - ha osservato Zan -, che soprattutto nelle ultime settimane sta ricevendo una spinta fortissima dalla società civile verso le istituzioni. È tempo di dare piena dignità e piena cittadinanza a tutte le persone di questo Paese, e sono orgoglioso di far parte di una maggioranza che ha recepito la necessità e l'urgenza di questo provvedimento, che riguarda la tutela della dignità umana e dei diritti". E' il neo presidente della commissione Giustizia Mario Perantoni (M5s), invece, a ribattere alle accuse sollevate da parte dell'opposizione, non solo da Fdi ma anche dalla Lega che ieri con il vice capo gruppo alla Camera, Alessandro Pagano ha parlato di una legge che "perseguiterà gli eterosessuali" discriminandoli. "Il testo non lede in alcun modo la libertà di espressione: non avrei mai potuto avallato una misura repressiva del pensiero - spiega Perantoni -. Sono naturalmente molto soddisfatto di inaugurare così la mia esperienza di presidente della commissione, un incarico che mi onora per il quale ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e la Presidente Businarolo che mi ha preceduto". Ma Fdi fa muro. "Nonostante le condizioni poste dalla commissione Affari costituzionali e le osservazioni del comitato per la legislazione, dalla maggioranza registriamo un atteggiamento pervicace nel voler disattendere ogni critica e suggerimento" osservano i deputati Carolina Varchi e Ciro Maschio, membri della seconda commissione della Camera per il partito della Meloni. Per loro "sono evidenti i profili di incostituzionalità della norma che va a modificare la legge penale introducendo concetti non definiti con tutte le conseguenze del caso". Insomma, per Fdi "la proposta di legge Zan costituisce un vero e proprio attacco alla libertà di espressione, di opinione e anche alla libertà educativa di tutte le famiglie italiane che dovranno fare i conti con l'ideologia gender in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Questo è intollerabile" e "le forzature della maggioranza, alle quali ci siamo opposti con convinzione, cadranno sotto la scure del giudizio di incostituzionalità".