Omofobia: Malan, 'accuse a Matone con ddl Zan portano in carcere'

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Roma, 26 mar. (Adnkronos) – "Le accuse di omofobia al magistrato Simonetta Matone da parte di associazioni Lgbt, con la pretesa di escluderla da posizioni importanti nell’Università La Sapienza, sono gravi e significative. L’unica ‘colpa’ della dottoressa Matone è avere firmato nel 2016 un appello del Centro studi Livatino contro il ddl Cirinnà, in seguito approvato con voto di fiducia da una maggioranza non ampia. Si tratta di libera espressione delle proprie idee, più che legittime e certo più in linea con la Costituzione della legge sulle unioni civili, che si aggancia all’articolo 2 della Costituzione sulle formazioni sociali, ma dà a quelle unioni diritti identici a quelli del matrimonio. Eppure si tratterebbe di omofobia, che il ddl Zan punisce con anni di carcere". Lo afferma Lucio Malan, vicecapogruppo vicario di Forza Italia al Senato.

"Il fatto che le accuse vengano da associazioni Lgbt -aggiunge- è anche importante perché, in base alla strategia nazionale dell’Unar, tali associazioni vengono accreditate come enti di formazione nelle scuole, assumendo quindi un prestigioso ruolo istituzionale, visto che l’articolo 8 del ddl Zan recepisce la strategia nazionale. Insomma, con l’approvazione del ddl Zan la dottoressa Matone andrebbe in carcere, insieme a tutti coloro che esprimono concretamente idee non gradite al pensiero unico Lgbt, ad esempio opponendosi all’indottrinamento dei figli nelle scuole".