OMS, è ufficiale: il vaiolo delle scimmie è un’emergenza sanitaria mondiale

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Ci mancava solo questa, verrebbe da dire. La notizia è di pochissimi minuti fa, e non farà certo piacere ai più ipocondriaci: l’Organizzazione Mondiale della Salute ha ufficialmente definito il vaiolo delle scimmie come nuova emergenza di sanità pubblica a livello mondiale. La decisione dell’OMS arriva alla luce di un nuovo, repentino aumento di casi della malattia, per la quale ricordiamo esiste già un vaccino efficace e che nella maggior parte dei casi non provoca una malattia particolarmente grave, risolvendosi da sola nel giro di circa un paio di settimane.

La scelta dell’ONU

Sono settimane che i casi di vaiolo delle scimmie aumentano a ritmi sostenuti nel Vecchio Continente e nel resto del mondo, in America in modo particolare. Le prime segnalazioni della malattia risalgono al mese di maggio, a partire da alcune saune gay di Madrid e delle Isole Canarie (si pensa che siano stati proprio alcuni eventi legati al mese del Pride ad aver contribuito alla diffusione del virus in giro per il mondo). Da questo momento in poi la malattia si è diffusa prima sottotraccia e poi è emersa con i suoi fastidiosi e a volte dolorosi sintomi.

Ad oggi, a quasi due mesi dalla nascita dei primi focolai, i casi in tutto il mondo sono arrivati a oltre 17.000, sparsi per 75 paesi. Il numero di casi confermato è aumentato del 77% da fine giugno ai primi di luglio. Stando a quanto dichiarato dall’ONU, la maggior parte dei casi sono stati trovati proprio nella comunità gay: ad oggi, in base ai dati, quasi tutte le persone infettate sono uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini.

Appena un mese fa, l’OMS aveva deciso di tenersi cauto rispetto alla decisione di definire il vaiolo delle scimmie come un’emergenza sanitaria internazionale. Oggi, tuttavia, la situazione è ben diversa.

E adesso cosa succede?

Non c’è motivo di preoccuparsi, si tratta di un’emergenza ben diversa rispetto a quella della pandemia da Covid-19. L’OMS non ha potere per imporre misure restrittive di sorta, ma in ogni caso continuerà a monitorare la situazione seguendo i paesi e dando loro consigli utili per affrontare questa inedita situazione, per sensibilizzare le persone sulle modalità di contagio i modi in cui è possibile proteggersi.

Fino ad oggi non si registrano decessi per vaiolo delle scimmie al di fuori dall’Africa. Inoltre, è fortunatamente già disponibile un vaccino efficace, le cui dosi sono arrivate (seppur in numero limitato) anche in Italia. L’importante, in questa fase, è non farsi prendere dal panico e, se si ritiene di essere persone a rischio di contrarre la malattia, vaccinarsi.

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