Oms, vaccini, green pass: cosa ha detto Draghi

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"Sono molto soddisfatto dei risultati che abbiamo raggiunto oggi. Il Global Health Summit è un puntuale promemoria del potere della cooperazione multilaterale. La pandemia ha mostrato che dobbiamo superare i confini se vogliamo affrontare le sfide dei nostri tempi. Fra queste non vi è solo la pandemia, ma anche le disuguaglianze globali e il cambiamento climatico". Così il premier Mario Draghi, aprendo la conferenza stampa al termine del Global Health Summit. "I contributi al dibattito odierno - spiega il presidente del Consiglio - serviranno come solida base per rafforzare la nostra risposta all’attuale emergenza sanitaria e alle crisi future. Questo è lo spirito della Dichiarazione di Roma, una serie di principi che ci garantiranno una migliore preparazione per una possibile futura pandemia".

"Uno dei motivi per cui sono così soddisfatto di questa giornata è che sono stati assunti impegni forti, convinti, sinceri, e credo che non si possa avere dubbi sul fatto che questi impegni vengano mantenuti". Sul fronte vaccini "c'è l'impegno del settore privato, di grandissima entità", le big pharma hanno "messo in gioco la loro reputazione e credo che questo cambierà il panorama sanitario. Se continueranno queste donazioni, molti interrogativi - i brevetti? Come facciamo a superarla? - lo saranno meno. Si è profilata anche l'ipotesi della necessità di un trattato, di fatto, più vincolante, ma questo comporterà moltissimo lavoro e necessita di tempo" aggiunge il premier.

E "la forza della dichiarazione di oggi viene dalla sincerità degli impegni presi. C'era forse il desiderio di rimediare a delle ingiustizie, a delle iniquità, che sono avvenute nel periodo più difficile, quando non c'erano vaccini per l'Europa e per gli Stati Uniti per cui la reazione è stata chiudersi in sé stessi". "Io non ho alcun dubbio - aggiunge - che gli impegni presi in termini di aiuto ai Paesi poveri verranno mantenuti, ma è molto importante attrezzarsi, perché quando ci sarà la prossima pandemia potremo reagire senza egoismo". Questo vale "non tanto per l'Europa, ma ci sono stati Paesi che non esportavano, come gli Usa e il Regno Unito". "Se c'è una parte del mondo che si è comportata meglio della media - rivendica dunque Draghi - è l'Europa, anche se avevamo bisogno di vaccini abbiamo continuato ad esportare, anche a Paesi che invece stavano bloccando le loro esportazioni".

"ITALIA DONA 15 MLN DOSI VACCINI" - "Un Paese come il mio ha promesso 300 milioni alla facility Covax e circa 15 milioni di vaccini per il pool di donazioni. Non è la promessa più grande che è stata fatta, qualcuno ha fatto di più, stiamo tutti lavorando attivamente. Questa collaborazione è veramente importante" sottolinea Draghi. E "l'apertura totale dei confini è fondamentale per far sì" che i vaccini vengano "prodotti in grande quantità e distribuiti a tutti".

"Sono sicuro - è l'auspicio - che gli Usa elimineranno la barriera all'export. In questo momento i vaccini sono disponibili in gran quantità, la maggior parte della popolazione è stata vaccinata, e c'è una maggiore disponibilità di vaccini per il resto del mondo e questo continuerà fino alla prossima pandemia". "Dovremo quindi assicurarci - prosegue - che i Paesi si vincolino non solo in questa occasione ma anche in futuro a rispettare questi impegni" assunti oggi con la Carta di Roma, evitando così che "si possa ripetere in futuro quanto accaduto ai Paesi poveri".

"STOP A BARRIERE INGIUSTIFICATE" - "La Dichiarazione di Roma difende giustamente il ruolo del sistema di scambi multilaterali e in particolare il ruolo centrale dell’Organizzazione mondiale del commercio. Dobbiamo preservare il commercio transfrontaliero ed eliminare barriere commerciali ingiustificate e divieti generali di esportazione. Questo è essenziale se vogliamo reagire efficacemente agli shock" dice il premier.

"La cooperazione internazionale non dovrebbe essere limitata al settore pubblico. Il commercio globale è altrettanto importante. La pandemia ci ha mostrato come la collaborazione tra le aziende sia fondamentale per promuovere l’innovazione e aumentare la produzione di beni medici essenziali. I vaccini anti Covid-19 sono il prodotto di complesse catene di fornitura, che si estendono in molti Paesi, ognuno dei quali si basa sulla propria capacità e competenza industriale. La Dichiarazione di Roma difende giustamente il ruolo del sistema di scambi multilaterali e in particolare il ruolo centrale dell’Organizzazione mondiale del commercio".

"INVESTIRE IN RICERCA E CONDIVIDERE INFORMAZIONI"- Ancora, la Dichiarazione di Roma, adottata al termine del Global Health Summit, "sottolinea il ruolo della conoscenza per superare le crisi sanitarie attuali e future. L’ingegno scientifico ha aperto la strada per uscire da questa pandemia. L’approvazione per il primo vaccino è stata richiesta nove mesi dopo la dichiarazione di emergenza sanitaria internazionale da parte dell’Oms, un risultato davvero storico".

"Dobbiamo continuare a investire nei nostri scienziati e fornire incentivi alle società private affinché facciano lo stesso. Inoltre - evidenzia - dobbiamo garantire che le informazioni siano condivise rapidamente e apertamente, mantenendo al contempo un’adeguata protezione della proprietà intellettuale. La collaborazione scientifica internazionale è stata uno dei fattori alla base del rapido sviluppo dei vaccini Covid-19. Abbiamo bisogno di una migliore condivisione dei dati e di un maggiore trasferimento di conoscenza per consentire una distribuzione capillare ed equa dei frutti dell’innovazione. Quindi permettetemi di ringraziarvi ancora una volta, per un vertice che è stato di grande successo. Il mondo si trova in una condizione molto più sicura grazie ai vostri preziosi contributi".

OMS - Per il presidente del Consiglio è inoltre "essenziale rafforzare il ruolo delle istituzioni multilaterali, nel campo della salute globale e oltre. L'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata istituita nel 1948 per svolgere un ruolo di coordinamento nel controllo delle epidemie e nella standardizzazione dei farmaci. Il suo ruolo è altrettanto importante nel mondo di oggi. Dobbiamo fornire all’Oms finanziamenti sostenibili e prevedibili e consentire ad essa di diventare più efficace". "Come abbiamo appreso durante questa crisi - rimarca - una forte guida internazionale è fondamentale per garantire che sia in atto un efficace sistema di allerta precoce e che i governi possano condividere rapidamente le loro migliori pratiche per prevenire, contenere e gestire una pandemia".

FMI - "La politica sanitaria - dice il premier - è solo una delle sfide che i Paesi ricchi ed emergenti devono affrontare oggi. Dobbiamo anche affrontare significativi rischi economici. Le istituzioni finanziarie internazionali devono fornire ai Paesi a basso reddito il sostegno necessario affinché questa crisi sanitaria non si trasformi in un’ondata di crisi del debito sovrano. In particolare, ora dobbiamo mettere il Fondo monetario internazionale nella condizione di fornire una protezione efficace ai Paesi più poveri del mondo".

PREVENIRE PANDEMIE - "Nel perseguire una strategia comune per prevenire future pandemie, dobbiamo mantenere il nostro impegno a limitare i danni ambientali e ad affrontare la crisi climatica - sottolinea ancora - Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile forniscono una serie di target utili per raggiungere questo obiettivo generale, a partire dalla conferenza COP26 che l’Italia presiederà quest’anno insieme al Regno Unito". "La Dichiarazione di Roma - rimarca il presidente del Consiglio - sottolinea giustamente l’importanza di perseguire un approccio “One Health” per preservare la sicurezza umana, animale e ambientale. Questa è la priorità fondamentale della Presidenza italiana del G20. Il gruppo di esperti scientifici (Scientific Expert Panel) ha affermato come la maggior parte delle malattie infettive siano causate da agenti patogeni derivati dagli animali. La loro comparsa è in gran parte guidata dalla deforestazione, dallo sfruttamento della fauna selvatica e da altre attività umane. Un’efficace azione di protezione ambientale può aiutare a difendere il benessere degli animali e, in ultima analisi, mitigare il rischio di nuove minacce per la salute".

GREEN PASS - "L'Italia è pronta ad accogliere turisti. Ci sarà un Green pass a livello europeo. Ma l'Italia ne avrà uno nazionale, in attesa di quello Ue. La cosa che ci rende speranzosi per il futuro e che ci dà la voglia di accogliere turisti da tutto il mondo è che la situazione epidemica in Italia sta migliorando" afferma Draghi.

MASCHERINE - "Ancora no, un paio di mesi...". Con una battuta, che suona tuttavia come un auspicio, il premier termina la conferenza stampa del Global Health Summit al fianco della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Qualcuno, tra i fotografi, chiede al presidente del Consiglio di togliere la mascherina: Draghi la sfila per prestarsi agli scatti, ma risponde sul lungo periodo, pensando a quando potremo fare a meno del dispositivo di protezione.

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