On-line la lista dei politici gay

Gli attivisti anonimi del blog ListaOuting hanno pubblicato la lista dei politici gay

La lista è in Rete. Dopo le indiscrezioni, gli annunci e le polemiche dei giorni scorsi, arrivano sul web i nomi dei (presunti) politici gay che avrebbero tenuto comportamenti omofobi. A fare i nominativi è il blog ListaOuting, curato da anonimi attivisti per i diritti degli omosessuali. Il sito, ospitato sulla piattaforma Wordpress, è stato lanciato pochi giorni fa ed è praticamente vuoto, salvo un post, datato 15 settembre, con una lista di 10 nomi di primo piano dello schacchiere politico italiano (tutti appartenenti al centro-destra), tra cui un Ministro e un Presidente della Regione.

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Un’iniziativa che, già al momento dell’annuncio, aveva suscitato parecchie polemiche. Fino a ieri sulla home campeggiava un post manifesto: «Questa iniziativa nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva», si leggeva. «Disponiamo dei nominativi di una decina di alti prelati, di altre personalità del mondo dello spettacolo e della tv». Infine, l'avvertimento: «Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente».

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Si concretizza così la proposta lanciata a luglio da Aurelio Mancuso, ex presidente di Arcigay : pubblicare i nomi di parlamentari, giornalisti, preti e personaggi televisivi gay che si sono macchiati di atteggiamenti omofobi in pubblico. L'esponente della comunità gay sottolinea come questo outing «forzato» si sia poi «sviluppato su binari del tutto indipendenti dalla mia persona».

L'iniziativa ha creato scompiglio tra i movimenti e le associazioni omosessuali, che hanno gridato alla «macchina del fango» e al «trattamento Boffo». «Questa lista è una vergognosa deportazione forzata che ricorda perversamente i lager e i triangoli rosa, quindi dannosa pur se apparentemente lodevole», spiega Klaus Mondrian, fondatore del Movimento transgender italiano. «Non difendo gli ipocriti, ma difendo il loro diritto ad essere difesi nei loro diritti di libertà sessuale».

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