ONCOnnection Stati Generali Nordest dell’oncologia a Padova

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Padova, 7 nov. (askanews) – Fare rete nell’oncologia e nella sanità per avviare un percorso virtuoso che possa generare idee per i malati di cancro e per le loro famiglie. È questo l’obiettivo che nel 2021 Motore Sanità ha svolto attraverso ONCOnnection, le reti oncologiche al servizio dei pazienti. Gli Stati Generali di ONCOnnection Nord Est che si sono svolti a Padova nel corso della due giorni nella sede di Vimm (Istituto Veneto di Medicina Molecolare), ha visto la partecipazione oltre che del Veneto, di Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia- Romagna.

A fare il punto l’assessore alla Sanità e al sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin:

“Il Veneto – spiega Lanzarin- è una regione che ha sempre investito nella rete oncologica siamo un delle prime reti oncologiche in Italia con la Rov, abbiamo investito fin da subito con le breast unit sul versante del tumore al seno e poi abbiamo investito anche molto sul modello organizzativo Hub and spoke e poi con i vari Ptta specifici per ogni neoplasia”.

Dopo il covid anche la prevenzione oncologica dovrà tornare a regime.

“È chiaro che post pandemia – prosegue l’assessore alla sanità del Veneto – si stanno riprendendo tutte le attività, sappiamo che durante la pandemia la parte oncologica di emergenza-urgenza ha continuano ad essere prestata, però tutta l’attività di screening, diagnosi e prevenzione, ha avuto un rallentamento. Nel 2022 stiamo recuperando le liste di attesa e le attività di screening perché oggi la gente viene a fare gli screening, durante la pandemia aveva un po’ paura di avvicinarsi alle aree ospedaliere e quindi i dati sono buoni.Bisogna investire in un lavoro di rete e di connessione a 360 gradi, dunque prevenzione primaria e secondaria, diagnosi precoce, e presa in carico della persona. È chiaro che in tutto questo la rete è importante e quindi anche il lavoro delle varie equipe multidisciplinari e altrettanto importante la parte legata all’innovazione e alla tecnologia, sui farmaci innovativi su cui sappiamo che si sta investendo molto.

Innovazione, medicina molecolare e disponibilità rapida dei farmaci per i pazienti oncologici sono le frontiere sulle quali concentrare gli sforzi. Lo ricorda Valentina Guarneri, Professore ordinario e direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia medica dell’Università di Padova.

“Oggi che abbiamo una serie di avanzamenti importanti per quanto riguarda la cura di tanti tumori – ha sottolineato – credo che l’innovazione sia quella di portare i farmaci prima possibile nella disponibilità dei nostri ospedali. Credo che non si possa più attendere mesi se non addirittura anni dal risultato degli studi clinici alla disponibilità dei farmaci nei nostri ambulatori. Oggi siamo arrivati a un livello importante nella capacità dei colleghi oncologi di selezionare i pazienti, siamo ormai in grado di offrire profili molecolari alla maggior parte dei nostri pazienti quindi è importante che i farmaci arrivino il prima possibile nella nostra disponibilità”.

Secondo i dati Aiom, in Italia nel 2020 circa 370 mila persone sono state colpite dal cancro ed il numero di quelli che sopravvive dopo la diagnosi è di circa 3,6 milioni (il 5,7% dell’intera popolazione). L’efficacia delle campagne di prevenzione, delle nuove tecnologie diagnostiche e delle terapie innovative, ha portato ad un complessivo aumento del numero delle persone che vive dopo la diagnosi: il 50% dei nuovi malati diagnosticati in buona parte cronicizza. Se da una parte i vantaggi del progresso scientifico hanno cancellato l’ineluttabile equazione “cancro uguale morte”, dall’altra sono sorti ulteriori bisogni assistenziali, molti dei quali ha fatto emergere come urgenti l’esperienza della recente pandemia.