Ondata di licenziamenti nei colossi del web

Google si appresta a licenziare migliaia di persone. L'azienda statunitense Alphabet, che controlla il colosso di Mountain View, ha annunciato che ridurrà la propria forza lavoro di circa 12mila unità, pari al 6,4% del totale. In un comunicato stampa, il gigante del web ha giustificato la decisione spiegando che dopo anni di crescita esponenziale, oggi deve affrontare una realtà economica ben diversa.

Microsoft ha annunciato il taglio di 10mila lavoratori

A farne le spese, gli anelli più deboli della catena. Le grandi aziende del web, d'altra parte, stanno scegliendo la stessa strada: la decisione di Alphabet è solo l'ultima in ordine di tempo nel settore.

Il 18 gennaio Microsoft, anch'essa cresciuta a dismisura nel pieno della pandemia, con molte persone che avevano cominciato a lavorare da casa, soffiando sulle vele dell'azienda fondata da Bill Gates, ha annunciato un taglio di 10mila posti: si tratta in questo caso del 5% della forza lavoro complessiva.

Licenziamenti anche presso Amazon, Meta e Salesforce

Situazioni analoghe sono state registrate presso il colosso del miliardario americano Jeff Bezos, Amazon, con 18mila licenziamenti, o ancora presso l'impresa specializzata nel cloud computing Salesforce (circa 8mila).

La dinamica era stata avviata nello scorso mese di novembre da Meta, proprietaria di Facebook, che ha annunciato 10mila licenziamenti.