Onu: “Per difendere il nostro benessere bisogna proteggere un terzo del Pianeta”

·Giornalista
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with a glass globe Concept day earth Save the world save environment The world is in the grass of the green bokeh background (Photo: sarayut Thaneerat via Getty Images)
with a glass globe Concept day earth Save the world save environment The world is in the grass of the green bokeh background (Photo: sarayut Thaneerat via Getty Images)

C’è una cura in grado di far scendere la febbre del Pianeta. Bisogna copiare. Copiare i meccanismi di adattamento che la vita ha sviluppato in un’evoluzione durata quasi 4 miliardi di anni. Cioè mettere in campo le nature based solutions. E’ questa la proposta avanzata dai 50 scienziati scelti dalle Nazioni Unite per preparare il primo rapporto congiunto tra Ipcc e Ipbes, i due organismi Onu che si occupano rispettivamente di clima e di biodiversità.

Questo studio contiene il messaggio che le Nazioni Unite lanciano per preparare la Cop di Glasgow, l’appuntamento di novembre che deciderà quanti gas serra è ancora accettabile emettere. Cioè quanti morti siamo disposti a tollerare prima di organizzare la nostra vita e le nostre attività lavorative senza aggravare ulteriormente la concentrazione di CO2 in atmosfera. La pandemia da Covid ha dimostrato che siamo molto reattivi quando ci sentiamo minacciati direttamente. Per la crisi climatica, che ha un potenziale di devastazione molto superiore, per ora le reazioni sono state timide e lente. Sarà questo l’anno della svolta? E come?

La ricetta dei 50 scienziati top a livello globale per tenere assieme difesa del clima, protezione della biodiversità e aumento del benessere dell’umanità si basa su tre pilastri. Il primo è avere una percentuale di aree protette a livello globale tra il 30 e il 50%. Il secondo è il ripristino di almeno il 20% delle aree degradate. Il terzo è il rilancio delle nature based solutions.

“È un pacchetto molto articolato di soluzioni”, spiega Lorenzo Ciccarese, ricercatore Ispra e referente italiano di Ipbes. “Si va dalle aree protette all’agricoltura biologica, dal ripristino delle dune alla riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti, dalla protezione delle torbiere e delle zone umide ai corridoi ecologici per creare connessioni tr...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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