Open Arms, Garante Detenuti vuole chiarimenti su situazione

Cro/Mpd

Roma, 9 ago. (askanews) - "Ancora un situazione di stallo di una nave che ha effettuato un attività di soccorso in mare rispetto all'individuazione del luogo di approdo. Un'impasse che ha un impatto rilevante sui diritti fondamentali delle persone soccorse, impossibilitate allo sbarco e in quanto tali impedite nella propria libertà di movimento, ed esposte al rischio di trattamenti contrari sia al senso di umanità sia alla dignità delle persone stesse". È quanto scrive il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale all'Ammiraglio Giovanni Pettorino, Comandante Generale della Guardia Costiera Italiana, rispondendo a una richiesta di intervento avanzata dai responsabili della "Foundacion Proa (Pro-activa Open Arms)".

Il Garante nazionale rileva in una nota innanzitutto come "sia alta la responsabilità dei partner europei relativamente alla situazione che si è determinata, in particolare della Spagna, essendo la nave battente bandiera spagnola, e di Malta che ha rifiutato l'approdo. Tuttavia, a parere del Garante, la situazione in atto può e deve essere vista come ambito di competenza giurisdizionale del nostro Paese, nonostante la sua presenza in acque internazionali, ma in virtù del preventivo divieto d'ingresso nelle acque nazionali notificato dalle Autorità italiane il 1° agosto. L'interdizione all'ingresso costituisce esercizio della sovranità e implica che ai migranti soccorsi e a bordo della nave debbano essere riconosciuti tutti i diritti e le garanzie (divieto di non refoulement, diritti dei minori stranieri non accompagnati, diritto di protezione internazionale, …) che spettano alle persone nei confronti delle quali l'Italia esercita la propria giurisdizione".

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