Open Arms, Garante Detenuti vuole chiarimenti su situazione -2-

Cro/Mpd

Roma, 9 ago. (askanews) - "Il Garante nazionale sottolinea la preliminare valutazione delle vulnerabilità effettuata dalla Guardia costiera italiana, in esito alla quale sarebbe stata disposta l'evacuazione di tre donne, di cui di cui due in stato di gravidanza. Una azione meritoria che comunque è indicativa di una "presa in carico" della situazione delle persone ospitate, di elementi valutativi effettuati direttamente o riconosciuti validi se effettuati dai responsabili a bordo, di conseguenti azioni: «tutto ciò determina l'assunzione di una complessiva responsabilità, che è fattore determinante per ogni accertamento delle eventuali successive azioni omesse o compiute. Una responsabilità che ne configura una forma di esercizio di giurisdizione».

È a partire da tali premesse che il Garante "ravvisa il duplice rischio di violazione del principio di non refoulement e del divieto di espulsioni collettive. Riguardo al principio di non refoulement, il Garante evidenzia come a seguito del divieto di ingresso in acque territoriali da parte delle Autorità italiane e dell'omologo divieto di approdo di quelle maltesi, per i migranti soccorsi è forte il rischio del loro ritorno nel luogo da cui sono partiti, la Libia (dichiarata dallo stesso Ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi un porto non sicuro). Sottolinea il Garante che il divieto di ingresso può essere visto come azione di respingimento collettivo delle persone soccorse, se esercitato - come in questo caso - senza un preventivo esame delle condizioni individuali delle stesse. Tra l'altro, nel caso del secondo intervento di salvataggio operato dalla "Open Arms" lo scorso 2 agosto, risulta addirittura antecedente alla salita a bordo delle persone stesse. Su questa base il Garante nazionale ha chiesto informazioni e chiarimenti al Comandante generale".