Open Arms, il fascicolo su Salvini arriva al Tribunale dei ministri

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Sono stati depositati al Tribunale dei ministri di Palermo gli atti relativi all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e al caso Open Arms. Il fascicolo era stato aperto lo scorso agosto dal Tribunale di Agrigento, con l’ipotesi di reato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio.

Tribunale dei ministri su Salvini e Open Arms

L’invio del materiale sul caso Open Arms al Tribunale dei ministri è avvenuto in seguito all’inserimento – da parte del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio – di Matteo Salvini tra gli indagati. La corte che ora dovrà occuparsi del caso è composta da tre giudici donne: Caterina Greco (in qualità di presidente), Lucia Fontana e Maria Cirrincione.

Al momento non è noto se i giudici abbiano deciso di proseguire con le indagini o se la Procura del capoluogo siciliano abbiano fatto richiesta di archiviazione. Nella prima ipotesi, si tratterebbe di una strada già percorsa per il caso Diciotti. Allora, in difesa dell’immunità dell’allora ministro si schierarono anche il premier Giuseppe Conte e il M5s. Lo scorso marzo, il Senato respinse la richiesta di rimandare Salvini a giudizio.

Il caso Alan Kurdi

Solo pochi giorni prima, un diverso Tribunale dei ministri – quello di Roma – ha scagionato il leader della Lega dalle accuse per il caso Alan Kurdi. I giudici hanno stabilito che, nel caso di intervento sda parte delle Ong, “lo Stato di primo contatto non può che identificarsi in quello della nave che ha provveduto al salvataggio. L’assenza di norme di portata precettiva chiara applicabili alla vicenda non consente di individuare, con riferimento all’ipotizzato, indebito rifiuto di indicazione del Pos [Place of Safety, ndr], precisi obblighi di legge violati dagli indagati e, di conseguenza, di ricondurre i loro comportamenti a fattispecie di rilevanza penale”.

La notizia è stata accolta con entusiasmo dall’ex vicepremier, che sui propri canali social ha scritto: “Finalmente un po’ di buonsenso“.