Open Arms, la furia di Salvini e Meloni contro il Tar

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La Open Arms si sta dirigendo verso Lampedusa dopo che il Tar del Lazio ha deciso di sospendere il divieto di accesso al porto precedentemente stabilito dal Ministero dell'Interno.

Una decisione, quella di autorizzare l'ingresso della barca, che ha però mandato su tutte le furie Matteo Salvini, che ha dichiarato: "Continuo e continuerò sempre a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. La Open Arms, nave spagnola di ong spagnola, era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l'ingresso nelle nostre acque".

"Io, a nome del popolo italiano, continuo e continuerò sempre a difendere i confini. Se qualcuno la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità", ha concluso il ministro.



Ad appoggiarlo c'è la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, secondo la quale "i giudici amministrativi del Tar se ne infischiano del Parlamento". "Pensano di poter decidere le politiche migratorie dell'Italia fregandosene delle volontà del Parlamento. Ora hanno deciso che la nave della ong spagnola Open Arms può sbarcare tutti i clandestini che ha a bordo in Italia. Per quanto tempo dobbiamo subire questa follia? Il problema va risolto a monte con il blocco navale per impedire ai barconi di partire. Possibile che solo Fratelli d'Italia lo chieda?", ha scritto sul proprio profilo Facebook la ministra.

E a sinistra si plaude al Tar

Ma secondo il deputato del Pd ed ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia "è positivo che la Open Arms approdi al più presto in un porto italiano. La stessa vicenda la sta vivendo anche la nave Ocean Viking ed è bene che venga posta fine anche alla loro situazione non degna di un Paese civile".



Il radicale di +Europa Riccardo Magi ha poi aggiunto: "La decisione del Tar è l'ennesima sconfitta di Salvini, il Capitan Mojito, buono a fare la voce grossa ma incapace di garantire diritti e sicurezza, e dimostra che il Decreto Sicurezza bis è in contrasto con le convinzioni internazionali che garantiscono la salvaguardia della vita in mare e la tutela dei diritti umani".