Open Arms: memoria Salvini, 'atto politico insindacabile, non fu sequestro/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Nella memoria, Matteo Salvini sottolinea che la lettera inviata il 14 agosto 2019 dall'ex premier Giuseppe Conte a Matteo Salvini, quando era ministro dell'Interno nel suo governo, era "manifestamente pretestuosa" perché non c'era "alcun motivo di interessare lo scrivente della questione, che era di esclusiva competenza della Spagna". E ancora: "La linea assunta, quale Ministro dell’interno, non si è estrinsecata essenzialmente in una gestione “casistica” del singolo episodio, quanto nella definizione di un nuovo approccio agli sbarchi conforme ad un preciso indirizzo di governo". Un approccio che "afferisce a temi di primario interesse nazionale, che riguardano altresì i rapporti con l’Unione europea e con gli altri Stati membri, e costituisce la concretizzazione di un atto politico, per ciò solo insindacabile in sede giurisdizionale".

"È l’attuazione di questo distinto indirizzo politico – condiviso anche in sede europea – che ha comportato un nuovo approccio alla gestione degli sbarchi nel nostro Paese, secondo una duplice prospettiva: il Governo ha scelto, ferma restando l’imprescindibile salvaguardia della vita in mare, di non assumere volontariamente la responsabilità per eventi in relazione ai quali la normativa internazionale non ponesse specifici obblighi; il Governo ha introdotto la procedura della richiesta di redistribuzione prima dell’autorizzazione allo sbarco. Queste decisioni costituiscono scelte politiche di governo e sono, pertanto, insindacabili". Per Salvini "La libertà di movimento dei migranti a bordo della Open arms non e' stata mai limitata per effetto di condotte riferibili al ministero dell'Interno o ad altre autorità italiane, avendo la nave possibilità di navigare verso altre destinazioni".

E, infine, poi ribadisce che "dopo l'ingresso in acque italiane della Open Arms non si verificò alcun evento Sar" e che l'obbligo di coordinamento "gravava sulla Spagna" che era "anche competente per il rilascio del pos alla nave". Insomma, per Salvini e la sua legale, l'avvocata Giulia Bongiorno, "la ricostruzione accusatoria è priva di qualsivoglia fondamento". Domani sarà il gup a decidere ci ha ragione.