Open Arms, Spagna dà disponibilità per 15 migranti

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"Dei 163 migranti sbarcati in più tranches dalla Open Arms, esclusi i minori non accompagnati e le famiglie con bambini piccoli, 110 potrebbero essere ricollocati nei paesi Ue che hanno dato la propria disponibilità alla Commissione europea: 40 la Francia, 40 la Germania, 10 il Portogallo, dai 3 ai 5 il Lussemburgo. La Spagna, il paese di bandiera della nave e della Ong, che aveva annunciato la disponibilità dei propri porti all’accoglienza, si è resa disponibile per 15 posti". E' quanto si apprende da fonti del Viminale. "Le procedure potranno essere avviate una volta che i migranti siano stati identificati e siano espletate le procedure previste dalle normative". 

In giornata, a Porto Empedocle, dove da ieri si trova Open Arms, l'unità è stata ispezionata dai militari della Guardia Costiera specializzati in sicurezza della navigazione, che hanno proceduto ad una verifica tecnica della nave e della certificazione in possesso ai sensi delle norme comunitarie ed internazionali vigenti al fine di accertare le condizioni di sicurezza della nave. Da tali verifiche, riferisce la Guardia costiera, "sono emerse una serie di gravi anomalie relative alla sicurezza della navigazione, al rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino, al training e alla familiarizzazione dell'equipaggio con le procedure di emergenza previste a bordo (Convenzioni Solas e Marpol)". Le anomalie, si legge nella nota della Guardia costiera, "hanno comportato l'immediato fermo amministrativo dell'unità a Porto Empedocle e, pertanto, la stessa non potrà lasciare lo scalo fino alla eliminazione delle irregolarità tecniche e operative rilevate durante l'attività ispettiva". 

Il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha inoltre chiesto al gip la convalida del sequestro preventivo della nave. Sarà adesso il gip del Tribunale agrigentino a decidere entro dieci giorni se convalidare o meno il provvedimento di sequestro emesso dal Procuratore Patronaggio martedì pomeriggio, dopo un viaggio lampo a Lampedusa, dove è salito a bordo della nave con 83 migranti a bordo.  

Dopo poche ore gli 83 naufraghi hanno lasciato la nave. Ora si trovano tutti all'hotspot di contrada Imbriacola in attesa di conoscere i loro destini. Come scritto dal magistrato nel decreto di sequestro, i migranti sulla Open Arms, soprattutto dopo che una quindicina di loro si sono gettati in mare per la disperazione, erano in "condizioni critiche". Ecco perché è stato "necessario" il decreto di sequestro. Un provvedimento disposto per "ragioni di urgenza". Patronaggio ha eseguito l'ispezione a bordo con due consulenti della Procura, tra cui una psicologa. Il magistrato nel provvedimento, parla di "ragioni di urgenza" che "non consentono di attendere un provvedimento di sequestro emesso dal giudice". 

Perché "le persone a bordo si trovano in condizioni psicologiche assai critiche come risulta dall'ispezione eseguita a bordo della nave con i consulenti nominati, con pericolo per l'incolumita' dei migranti, dell'equipaggio e delle forze di polizia che vigilano sulla sicurezza in mare", si legge nel provvedimento.  

Da qui la decisione di emettere il decreto di sequestro della imbarcazione per il reato di omissione e rifiuto di atti di ufficio, articolo 328 del Codice penale. "Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni", dice l'articolo 328. Al momento il fascicolo è contro ignoti, perché il magistrato cerca di capire quali sia la catena di comando che ha portato a bloccare la situazione per tutti quei giorni davanti alle coste di Lampedusa.  

A testimoniare "l'evidente sovraffollamento" e "le pessime condizioni" in cui si trovavano i migranti a bordo della Open Arms non c'erano solo le perizie dei medici saliti sull'imbarcazione per accertare le condizioni igienico sanitarie, ma anche alcune immagini. Un fascicolo fotografico trasmesso lo scorso 17 agosto dalla Squadra mobile di Agrigento alla Procura della città dei templi. Diciannove foto a colori degli ambienti della nave, come ha spiegato il procuratore capo Luigi Patronaggio nel decreto di sequestro della nave dell'Ong spagnola firmato martedì, che restituiscono "nella loro immediata crudezza, più delle parole scritte, l'evidente sovraffollamento della nave e le pessime condizioni in cui si trovavano i migranti a bordo".  

Sempre il 17 agosto, alle 20, a bordo dell'imbarcazione la Polizia giudiziaria effettua un'ispezione con personale medico in servizio presso gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. "Il verbale dei medici - si legge nel decreto - dava atto che i migranti occupavano interamente il ponte della nave adagiati sul pavimento, avevano a disposizione due soli bagni alla turca (che utilizzavano anche come docce) e che i migranti apparivano provati fisicamente e psicologicamente, pur mostrandosi calmi e collaboranti". Ora sarà il giudice per le indagini preliminari di Agrigento a decidere se convalidare o meno il sequestro deciso dal Procuratore di Agrigento Patronaggio. E intanto l'inchiesta prosegue.