**Open Arms: processo Salvini, Procura cita in aula Conte, Lamorgese e Di Maio/Adnkronos** (3)

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(Adnkronos) – Per la difesa "il divieto di ingresso di Open Arms in acque italiane" sarebbe stato all'epoca firmato dai ministri "Salvini, Toninelli e Trenta. Ma qui è presente solo Salvini", come disse l'avvocata Giulia Bongiorno all'udienza preliminare. Mentre lo stesso Salvini, nella lunga memoria aveva sottolineato: "Da un attento esame dei fatti accaduti non può ritenersi sussistere nessuna violazione di norme penali in quanto la condotta che mi viene contestata è insussistente". "La condotta" che "mi viene contestata non è che un'automatica conseguenze delle scelte politiche effettuate dall'intera compagine governativa nel perseguimento dell'interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, nonché a una piena tutela dell'ordine pubblico e, più in generale, un doveroso atteggiamento di salvaguardia delle prerogative costituzionali dello Stato italiano sulla scorta delle relazioni internazionali e del diritto internazionale in condizione di parità con gli altri Stati'', diceva ancora Salvini. Mentre per il Procuratore Francesco Lo Voi "la concessione del pos compete esclusivamente al ministro dell’Interno”.

“La mancata concessione del pos veniva appresa, così dicono i ministri, come Luigi Di Maio solo successivamente all’adozione della decisione stessa”. Adesso la parola passa al Presidente della seconda sezione del Tribunale di Palermo Roberto Murgia. (di Elvira Terranova)

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