Open, Renzi: da pm invasione campo ma non mi sento vittima

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Roma, 28 nov. (askanews) - "Chi mente verrà chiamato a risarcire, farò i soldini con le cause per la diffamazione contro chi dice bugie su di me e mi insulta. Mi chiedo: non sarà un avvertimento a un partito politico? Si può reagire a quella che è oggettivamente una invasione di campo rispetto alla nostra parte politica" ma "non mi sento una vittima, non ho paura di niente, dico le cose in faccia, non le mando a dire". Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ospite di Tg2 Post parlando dell'inchiesta sulla fondazione Open.

"Dei magistrati - ha aggiunto Renzi - hanno deciso che Open, la fondazione che organizzava la Leopolda, era un partito. Ma come fa un magistrato a fondare un partito? I partiti non li fondano i magistrati. È giusto che verifichino tutto ciò che c'è da verificare, guai ad attaccarli, chi lo fa tradisce il sacrosanto principio della separazione dei poteri ma anche chi decide che un partito politico lo è perché lo ha deciso un pm sta violando la separazione dei poteri. Un partito lo fonda un politico non un magistrato".

"E' giusto che tutti sappiano chi finanzia la politica ma se abbiamo abrogato il finanziamento pubblico ai partiti e io sono d'accordo, poi non possiamo criminalizzare un privato. Siamo un libro aperto ma non si possono cambiare le regole in corsa", ha concluso.