Operaia di Melfi muore investita da un bus dopo il turno di notte

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Ambulanza del 118 (Photo: ansa)
Ambulanza del 118 (Photo: ansa)

È morta all’ospedale San Carlo di Potenza Rossella Mastromartino, operaia di 36 anni, investita stamani da un autobus dopo aver finito il turno della notte in un’azienda della zona industriale di Melfi (Potenza).

La donna era stata trasferita con un’eliambulanza del 118 “Basilicata soccorso” nell’ospedale potentino, dove è deceduta a causa della gravità delle ferite riportate nell’incidente.

“Sono anni che denunciamo e segnaliamo a tutti gli enti competenti e alle istituzioni regionali le condizioni di pericolo giornaliero che i lavoratori dell’area industriale di Melfi (Potenza) patiscono”, ha dichiarato la Fiom Cgil Basilicata.

I rappresentanti sindacali della Fiom chiedono “di intervenire urgentemente” per “mettere in sicurezza tutta l’area industriale e tutta l’arteria viabile della Potenza-Melfi che continuamente risulta essere rischiosa e pericolosa per tutti i lavoratori e per le loro famiglie”. Oggi “siamo - aggiungono - sconcertati e alterati: non è più tollerabile la sordità delle Istituzioni che continuano a non ascoltare il sindacato che quotidianamente rivendica la garanzia della sicurezza e della vita delle persone e delle loro famiglie”.

Un “intervento immediato delle autorità competenti per rendere sicura tutta la strada che costeggia le aziende dell’indotto Stellantis” di San Nicola di Melfi (Potenza). Lo chiede il segretario della Fim Cisl Basilicata Gerardo Evangelista. Il sindacalista, in particolare, “lamenta la scarsa illuminazione della strada e degli attraversamenti pedonali per raggiungere le fermate dei bus. Un mix di fattori che mette quotidianamente a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori che circolano a piedi per entrare e uscire dalle fabbriche”.

Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi si è impegnato a spingere “in tutte le sedi e presso tutti gli enti per potenziare l’illuminazione dell’area dove è avvenuto l’incidente, come hanno chiesto i sindacati, affinché non si ripetano più episodi analoghi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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