Operazione stampa estera: Speranza e Di Maio insieme per smontare il marchio dell’untore

“I nostri figli vanno scuola. Se vanno a scuola i nostri figli, possono venire i turisti e gli imprenditori”. E ancora: “su 7104 Comuni, ne sono coinvolti poco più di 10: se guardiano alla mappa possiamo dirci finalmente qual è l’unità di grandezza e l’entità del fenomeno”. Quella del coronavirus “è una crisi molto limitata”. A parlare è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio; accanto a lui il ministro della Salute Roberto Speranza, la direttrice generale dell’ospedale Spallanzani di Roma, Marta Branca, e il direttore scientifico, Giuseppe Ippolito. Destinatario del messaggio: la Stampa Estera, a cui bisogna far capire che l’Italia non è l’untore d’Europa, ma un Paese responsabile che sta facendo il massimo per gestire una situazione difficile, ma comunque limitata.

È questo l’obiettivo dell’Operazione Stampa Estera, a cui lavorano insieme Di Maio e Speranza. “Il nostro paese è più forte del nuovo coronavirus”, sottolinea il ministro della Salute. “Guardiamo con particolare orgoglio al nostro servizio sanitario. La bella notizia arrivata dallo Spallanzani, con la guarigione dei due degenti cinesi e del ragazzo italiano che siamo andati a prendere a Wuhan, dà il segnale che le istituzioni ci sono”. Le condizioni di partenza della coppia di nazionalità cinese, ricorda Speranza, “non erano facili, ma è stato fatto un lavoro importante”. 

Quindi ancora Di Maio: “Abbiamo una buona notizia. Tutti i pazienti allo Spallanzani sono guariti e vogliamo comunicare a tutto il mondo questa buona notizia perché ci sono tante notizie errate che si inseguono in questi giorni che stanno danneggiando profondamente il tessuto economico del nostro Paese e soprattutto la reputazione della nostra comunità scientifica ”.

“L’Italia – rivendica il titolare della Farnesina - ha deciso dal primo momento di orientare la sua strategia sulla trasparenza, che è la misura di credibilità di un Paese”. A livello nazionale sono stati eseguiti “circa 10mila tamponi, ma non possiamo essere colpevoli di essere stato uno dei Paesi che ha fatto più controlli e lo dice anche l’Oms”.

Dunque l’appello ai giornalisti stranieri: “Lo dico a tutti coloro che vogliono bene all’Italia: in questo momento è essenziale aiutarci a diffondere questi numeri”: l’emergenza riguarda “lo 0,089% dei Comuni italiani, aree delimitate che teniamo in contenimento. È veramente importante non partecipare a questa infodemia che farà più danni dello stesso rischio di epidemia”.

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