Opere da commissariare, sei mesi solo per una lista

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
This handout photo taken in Rome on November 19, 2020 and released by the Italian Prime Minister's press office shows Prime Minister Giuseppe Conte during a video conference meeting with members of the European Council on the EU response to the COVID-19 pandemic. (Photo by - / Italys' Prime Minister Press Office / AFP) (Photo by -/Italys' Prime Minister Press Off/AFP via Getty Images) (Photo: - via Getty Images)
This handout photo taken in Rome on November 19, 2020 and released by the Italian Prime Minister's press office shows Prime Minister Giuseppe Conte during a video conference meeting with members of the European Council on the EU response to the COVID-19 pandemic. (Photo by - / Italys' Prime Minister Press Office / AFP) (Photo by -/Italys' Prime Minister Press Off/AFP via Getty Images) (Photo: - via Getty Images)

La lista sarà inviata nelle prossime ore. Mittente: Giuseppe Conte. Destinatario: il Parlamento. Dentro ci sono le opere che palazzo Chigi ha deciso di commissariare. Alcune sono da realizzare, altre da completare. Il principio politico è semplificare, sbloccare, accelerare. E affidare “a uno o più” commissari la messa a terra di una strategia che ambisce a riscrivere il capitolo opere pubbliche in Italia. Quello che nella stragrande maggioranza dei casi è stato riempito da questioni come la burocrazia, gli appalti e i subappalti congestionati e ostaggio del malaffare e della criminalità, i soldi sprecati, i ritardi. Questa lista arriva oggi, primo dicembre. Sei mesi dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di quel decreto Semplificazioni festeggiato come la svolta. Di più. La lista è pronta da luglio, sul tavolo del premier da settembre. Ancora: i nomi dei commissari non sono stati scelti.

Il fatto che il Governo arrivi a presentare oggi una lista che era di fatto pronta già sei mesi fa innanzitutto affatica, e molto, il percorso messo nero su bianco nel decreto Semplificazioni. La lista, infatti, dovrà ricevere il via libera da parte delle commissioni parlamentari competenti prima di confluire in uno o più Dpcm che Conte dovrà adottare per “individuare gli interventi infrastrutturali” che secondo il Governo hanno bisogno dei commissari. Il tempo a disposizione per completare questo iter termina il 31 dicembre. I giorni a disposizione sono appena trenta. E se è vero che lo stesso decreto Semplificazioni prevede che il parere delle commissioni arrivi al massimo entro 15 giorni (in caso contrario si procede senza), è altrettanto vero che anche se lo sprint riuscisse, questa stessa accelerazione andrebbe a puntellare il primo step di un percorso che doveva e poteva essere decisamente più veloce. L’art...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.