Opere velate per un convegno musulmano in provincia di Savona, scoppia il caso

Epaminonda (foto: La Stampa)

Vi ricordate quando vennero coperte le statue di nudi dei Musei capitolini per l’arrivo del premier iraniano Rouhani in Campidoglio? L’Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le onoreficenze aveva deciso di coprire tutto per non urtare la sensibilità dell’importante capo politico musulmano, cosa che gli era venuta comoda per le elezioni nel suo paese ma che aveva fatto fare brutta figura al governo italiano dell’epoca (l’ufficio del Cerimoniale, ricordiamo, agisce in questi casi per propria iniziativa).

Ecco, è accaduto qualcosa di simile a Savona, per la precisione a Cairo Montenotte. Ha fatto molto rumore, sui social soprattutto, questa notizia: infatti due opere d’arte sono state coperte con dei veli.

Tutta la questione parte dalla concomitanza, al Palazzo di Città di Cairo, del convegno interreligioso organizzato dalla Confederazione Islamica Italiana insieme alla Federazione Islamica Liguria, e dell’allestimento della mostra dell’artista cairese Mario Capelli che è stata inaugurata domenica 15 aprile.

In particolare, un quadro raffigurante una donna nuda di spalle che si lava è stato spostato. E una statua di Epaminonda è stata coperta con un drappo rosso. A postare le foto su Facebook è stato lo stesso Mario Capelli, che aveva inizialmente scritto: “Non voglio creare un caso, anche se come artista mi sono sentito abbastanza mortificato. È stata una mia preoccupazione chiedere alla delegazione del quadro, e mi è stato detto, con gentilezza, ma fermezza, di sostituirlo. Per la statua di Epaminonda sento parlare di esigenze cerimoniali, e posso anche crederci, ma le perplessità rimangono“.

Ovviamente è diversa, come in ogni polemica che si rispetti, la ricostruzione del presidente Federazione Islamica Liguria Lahcen Chamseddine: “Il quadro non l’avevamo nemmeno visto, ed è stato l’artista che si è fatto avanti per toglierlo. Abbiamo poi posato il drappo sulla statua, visto che la mostra sarebbe stata aperta il giorno dopo, semplicemente perché lì avevamo ricostruito la rappresentazione dell’antica cerimonia del tè e ci serviva uno sfondo a simboleggiare le dune del deserto per le fotografie“.

Rispetto alla questione Rouhani, quindi, la questione ha in realtà pochi punti in comune. Anche perché sembra proprio che ci sia stato un equivoco notevole. Dice ancora Chamseddine, a La Stampa: “Noi rappresentiamo l’Islam moderato, non siamo integralisti. Non chiediamo di togliere i crocefissi o di coprire statue, e difatti c’erano molte altre statue di quel tipo e nessuna è stata coperta. Chi vuole fare polemica non ha capito il nostro messaggio“.

In seguito lo stesso artista ha confermato parte della ricostruzione: “Sia chiaro Epaminonda è stato coperto dai musulmani per esigenze loro cerimoniali , il quadro l’ho tolto io a loro richiesta. L’Amministrazione non ha colpe“.