Oppo ha presentato in Italia il suo smartphone 5G. La strategia e quanto ha investito

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Se Huawei aveva scelto Milano per annunciare il suo piano di investimenti da 3,1 miliardi di dollari in due anni (con la creazione di tremila posti di lavoro: mille diretti e duemila indiretti), Oppo invece ha puntato su Roma per il lancio di Reno 5G, il telefonino che intende sfruttare le reti superveloci di nuova generazione (una delle primissime aziende a farlo): data di arrivo in Italia prevista, con TIM, fine luglio.Marchio ancora poco conosciuto nel Vecchio Continente (è stato registrato nel 2004 in California e ceduto all'azienda cinese Oppo Electronics Corp), Oppo è arrivato in Europa nel 2018, inizialmente in Italia, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Nel 2019, il marchio è stato lanciato anche nel Regno Unito, in Turchia e in Polonia. "Siamo il quinto produttore di smartphone al mondo, con 250 milioni di utenti in oltre 40 Paesi. Ma intendiamo crescere ancora, anche grazie al 5G, investendo cifre sempre più importanti in ricerca e sviluppo" ha detto Enrico Pappolla, manager di Oppo Italia. 1,5 miliardi investiti"Abbiamo investito 1.5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo in questi ultimi anni per creare le infrastrutture 5G e le nuove tecnologie ad esse associate" ha sottolineato Neil Yang, Senior 5G Standard Engineer di Oppo. "Il lancio della Serie Reno - ha aggiunto Yang "rientra nella strategia di farci conoscere anche in Italia con un'offerta che si distingue non solo in termini di design e innovazione. Siamo e saremo sempre impegnati nell'offrire la migliore esperienza con l'obiettivo di alimentare l'immaginazione creativa attraverso una tecnologia rivoluzionaria, ora con tutta la potenza del 5G". Famiglia, unità e amoreIl lancio ovviamente è supportato da una campagna studiata appositamente per il nostro Paese. "Famiglia, unità e amore sono alcuni dei migliori elementi della cultura italiana. Volevamo rendere questo lancio il più possibile legato alla cultura italiana". La campagna si chiama “An Oppo 5G Story” ed è, dice Yang, «la combinazione perfetta tra la tecnologia e il suo impatto effettivo sulla vita reale. La tecnologia non riguarda solo l'aspetto puramente tecnologico, ma anche le persone che la usano e in Oppo teniamo alle persone e alla loro esperienza». Il caso Huawei e la guerra Usa-ChinaDunque l'Europa. Se la guerra dei dazi fra Cina e Usa allarma i produttori americani di smartphone (vedi la riunione alla Casa Bianca con i Ceo delle Big Tech), le aziende cinesi tirano dritto e conquistano i territori del Vecchio Continente a suon di partnership. Un esempio? Si chiama Oppo 5G Landing Project ed è un programma lanciato durante lo scorso Mobile World Congress a Shanghai.Leggi anche: Tutto quello che c'è da sapere sul 5GUn mega accordo con cui la compagnia del Guangdong ha riunito i suoi partner globali. Che si chiamano: Swisscom, EE, SingTel, Telstra, Optus e TIM. E qualche mese prima Oppo ha firmato una licenza di brevetto globale e pluriennale con Ericsson. Senza contare gli accordi con Qualcomm, Dolby e Nokia. "Manteniamo relazioni efficaci e positive con le istituzioni dei Paesi in cui operiamo e collaboriamo nel rispetto delle regole e policy di ciascuna Paese, a tutti i livelli. Per quanto concerne il caso Huawei, non rilasciamo commenti relativi a fatti politici o strettamente connessi con i nostri competitor diretti" ha detto Yang.

Se Huawei aveva scelto Milano per annunciare il suo piano di investimenti da 3,1 miliardi di dollari in due anni (con la creazione di tremila posti di lavoro: mille diretti e duemila indiretti), Oppo invece ha puntato su Roma per il lancio di Reno 5G, il telefonino che intende sfruttare le reti superveloci di nuova generazione (una delle primissime aziende a farlo): data di arrivo in Italia prevista, con TIM, fine luglio.

Marchio ancora poco conosciuto nel Vecchio Continente (è stato registrato nel 2004 in California e ceduto all'azienda cinese Oppo Electronics Corp), Oppo è arrivato in Europa nel 2018, inizialmente in Italia, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Nel 2019, il marchio è stato lanciato anche nel Regno Unito, in Turchia e in Polonia. "Siamo il quinto produttore di smartphone al mondo, con 250 milioni di utenti in oltre 40 Paesi. Ma intendiamo crescere ancora, anche grazie al 5G, investendo cifre sempre più importanti in ricerca e sviluppo" ha detto Enrico Pappolla, manager di Oppo Italia. 

1,5 miliardi investiti

"Abbiamo investito 1.5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo in questi ultimi anni per creare le infrastrutture 5G e le nuove tecnologie ad esse associate" ha sottolineato Neil Yang, Senior 5G Standard Engineer di Oppo. "Il lancio della Serie Reno - ha aggiunto Yang "rientra nella strategia di farci conoscere anche in Italia con un'offerta che si distingue non solo in termini di design e innovazione. Siamo e saremo sempre impegnati nell'offrire la migliore esperienza con l'obiettivo di alimentare l'immaginazione creativa attraverso una tecnologia rivoluzionaria, ora con tutta la potenza del 5G". 

Famiglia, unità e amore

Il lancio ovviamente è supportato da una campagna studiata appositamente per il nostro Paese. "Famiglia, unità e amore sono alcuni dei migliori elementi della cultura italiana. Volevamo rendere questo lancio il più possibile legato alla cultura italiana". La campagna si chiama “An Oppo 5G Story” ed è, dice Yang, «la combinazione perfetta tra la tecnologia e il suo impatto effettivo sulla vita reale. La tecnologia non riguarda solo l'aspetto puramente tecnologico, ma anche le persone che la usano e in Oppo teniamo alle persone e alla loro esperienza».

Il caso Huawei e la guerra Usa-China

Dunque l'Europa. Se la guerra dei dazi fra Cina e Usa allarma i produttori americani di smartphone (vedi la riunione alla Casa Bianca con i Ceo delle Big Tech), le aziende cinesi tirano dritto e conquistano i territori del Vecchio Continente a suon di partnership. Un esempio? Si chiama Oppo 5G Landing Project ed è un programma lanciato durante lo scorso Mobile World Congress a Shanghai.

Leggi anche: Tutto quello che c'è da sapere sul 5G

Un mega accordo con cui la compagnia del Guangdong ha riunito i suoi partner globali. Che si chiamano: Swisscom, EE, SingTel, Telstra, Optus e TIM. E qualche mese prima Oppo ha firmato una licenza di brevetto globale e pluriennale con Ericsson. Senza contare gli accordi con Qualcomm, Dolby e Nokia. "Manteniamo relazioni efficaci e positive con le istituzioni dei Paesi in cui operiamo e collaboriamo nel rispetto delle regole e policy di ciascuna Paese, a tutti i livelli. Per quanto concerne il caso Huawei, non rilasciamo commenti relativi a fatti politici o strettamente connessi con i nostri competitor diretti" ha detto Yang.