Ora et labora, a Fossanova per scoprire i vini d’abbazia

(Adnkronos) - Che mondo del vino sarebbe senza abati, frati, monache? Forse non esisterebbe, o perlomeno non esisterebbe nel modo in cui lo conosciamo. Eh sì, perché oltre che nella teologia e nella filosofia, i religiosi sono sempre stati protagonisti, tra le altre cose, nel campo dell’agricoltura in generale e in quello della viticoltura in particolare. Fin dalla caduta dell’Impero Romano, quando a occuparsi di campi e colture subentrano, agli ex dominatori, gli ordini religiosi. Il vino è sempre stato un elemento centrale nei monasteri: serviva per la messa, per la mensa, per gli ospiti e anche per i poveri.

Ecco perché, nella pletora di eventi dedicati al vino, spicca Vini d’Abbazia, la manifestazione che si svolgerà dal 2 al 4 settembre 2022 nello splendido scenario del Borgo di Fossanova a Priverno (Latina). La tre giorni mira a raccontare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella salvaguardia di vitigni che altrimenti sarebbero andati perduti.

Chiostro dell'Abbazia di Fossanova

Ideatore della rassegna è Rocco Tolfa, giornalista Rai e volto noto della tv per aver condotto insieme al collega Marcello Masi diverse edizioni della trasmissione “I signori del vino”.

La passione per il vino, insieme all’esperienza fatta negli anni in giro per le cantine e i territori vitivinicoli più belli d’Italia, hanno suggerito a Tolfa l’idea di fare dell’abbazia di Fossanova un luogo d'eccezione per raccontare storie di vino legate alla Chiesa: “Sono nato e vivo a Roccagorga, paese vicino Priverno, e mi sono sposato nell’Abbazia di Fossanova - spiega il giornalista - e sono sempre stato incantato dalla bellezza di questo luogo sacro completato nel 1208 e legato a doppio filo con la storia del vino. Fu costruita infatti dai frati cistercensi del monastero francese di Citeaux, famoso per i blasonati vini della Borgogna. Qui a Fossanova il vino in verità non si fa, ma il legame culturale e spirituale con questa bevanda è fortissimo. Ecco perché, quando alcune associazioni locali mi hanno chiesto di ideare un’occasione dedicata al vino, ho pensato che questa formula potesse funzionare”.

Abbazia di Novacella

In effetti tutte le cantine invitate a partecipare alla rassegna hanno aderito con entusiasmo. Tra queste Abbazia di Novacella, quella di Muri-Gries e della Cantina Valle Isarco che cura i vigneti del Monastero di Sabiona in Alto Adige; l’Abbazia di Praglia – Monastero Benedettino della provincia di Padova e l’Abbazia di Busco del Veneto; l’Abbazia di Rosazzo del Friuli-Venezia Giulia, i cui vigneti millenari sono affidati alla Cantina Livio Felluga. La Toscana è rappresentata dalla Badia di Passignano (Abbazia di Vallombrosa), le cui storiche cantine sono in uso da parte della Famiglia Antinori e dal Monastero dei Frati Bianchi di Fivizzano (Massa Carrara); mentre l’Umbria e il suo legame tra vino e religione verrà raccontato dall’Azienda Agricola Arnaldo Caprai e dal Monastero di Bose, con le uve coltivate nelle terre del Monastero di San Masseo ai piedi del centro storico di Assisi. Non manca il Lazio, con i vini artigianali del Monastero delle suore Trappiste di Vitorchiano, dall’Abbazia di Valvisciolo di Sermoneta e dai vini prodotti nel territorio pontino con le Cantine che aderiscono alla Strada del Vino di Latina: Sant’Andrea, Marco Carpineti, Casale del Giglio, Cincinnato, Pietra Pinta, La Valle dell’Usignolo, Villa Gianna, Donato Giangirolami. In Campania, la Cantina Feudi di San Gregorio ha voluto dedicare uno dei propri vini più importanti all’Abbazia del Goleto che, fondata nel 1133 a Sant’Angelo dei Lombardi, ha salvato nel medioevo i vitigni autoctoni campani Greco di Tufo, Fiano e Aglianico; presente anche l’Abbazia di Crapolla di Vico Equense.

Badia a Passignano

Ci saranno alcune masterclass, nonché un ospite “speciale”, l’Hospices de Beaune, il celebre ex ospedale dell’omonima cittadina di Borgogna, oggi diventato un museo che riceve quasi mezzo milione di visite all’anno. All’interno di questo storico edificio, ogni anno a partire dal 1851 si celebra una delle più famose ed attese aste di vino al mondo, dedicata ai mitici vini della Borgogna, ed in particolare a tutte le etichette provenienti dai vigneti appartenenti al Domaines de les Hospices de Beaune. Nel chiostro dell’abbazia il racconto delle famose etichette francesi sarà affidato al gruppo Les Grands Chais de France, con il marchio Francois Martenot.

“ È cosa rara che l’Abbazia di Fossanova - continua Tolfa - apra i suoi spazi a occasioni esterne, ma i sacerdoti dell’Istituto del Verbo Incarnato che la guidano hanno compreso lo spirito dell’iniziativa, ovvero che portare il vino nel suo chiostro e nel suo refettorio è un modo per fare cultura. Ed è quello che ancora un po’ manca al panorama del vino italiano - e in cui invece i francesi sono maestri, ovvero la capacità di narrare il vino come storia e territorio ”.

Per informazioni: Vini di Abbazia Adnkronos - Vendemmie