Ora legale, l'Europa pronta per lo spostamento delle lancette

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Tra pochi giorni tornerà ufficialmente in vigore l’ora legale, per la precisione alle due del mattino di domenica 28 marzo. Lo spostamento delle lancette sarà però probabilmente l’ultimo che riguarderà tutti i paesi dell’Unione Europea, dato che ormai da alcuni anni la stessa Ue è spaccata in due sulla questione. Nel settembre 2018 la Commissione Europea ha infatti presentato una proposta per abolire l’ora legale, chiedendo agli stati membri di esplicitare la loro posizione in merito al mantenimento definitivo della suddetta o dell’ora solare, senza più avere il cambio d’ora due volte all’anno. L’Italia aveva tuttavia – tramite il primo governo Conte – chiesto di mantenere l’attuale situazione, anche per una questione di convenienza.

Ora legale, perché all’Italia conviene?

Tra i vantaggi dello spostare in avanti le lancette dell’orologio con l’ora legale c’è ovviamente quello relativo all’ora di luce guadagnata con conseguente risparmio energetico per i consumatori. Stando agli ultimi dati Terna infatti, dal 2004 al 2020 i cittadini italiani hanno risparmiato oltre 1,7 miliardi di euro con 400 milioni di Kwh consumati in meno. Soltanto nell’ultimo anno il risparmio in Italia è stato di 66 milioni di euro.

Un’ora di luce in più alla sera non significa però soltanto maggiore risparmio energetico ma anche una maggiore qualità della vita, soprattutto per i paesi della fascia mediterranea – Italia inclusa – che già beneficiano di maggiori ore di luce solare rispetto ai paesi del Nord Europa. Secondo il professore ordinario di Management e Marketing nell’Università Luiss di Roma Michele Costabile: “L’ora legale significa un’ora in più per l’economia dei consumi”.

A ciò si aggiungono inoltre le minori emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, con 205mila tonnellate rilasciate in meno grazie allo spostamento delle lancette. Sempre Costabile ha infatti aggiunto che: “L’ora legale ha un impatto positivo su diversi Sdgs (gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu)”.