Ora Salvini può dire sì: ma "sui migranti si fa come dico io". Le richieste: Viminale, Agricoltura, Giorgetti sottosegretario a Palazzo Chigi

Angela Mauro
ROME, ITALY - MAY 14: Matteo Salvini, Leader of Lega political party leaves the Quirinal palace after a new day of meetings with Italian President Sergio Mattarella on formation of the new government on May 14, 2018 in Rome, Italy. Today, after fresh government-formation consultations with Italian President Sergio Mattarella, the anti-migrant Lega political party and the anti-establishment 5-Star Movement (M5S) said that they needed more time to put the final touches to a German-style government contract and to agree on a prospective premier to propose to the Italian President. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

Ora Matteo Salvini è pronto a dire sì a Luigi Di Maio. Il tira e molla degli ultimi giorni gli è servito per predisporre richieste che, a quanto riferiscono fonti leghiste, finora sono state accettate dai Cinquestelle. Anzi la pubblicazione in esclusiva su Huffpost della bozza del contratto di governo con i pentastellati ha prodotto una fibrillazione che alla fine ha pure aiutato la trattativa sul governo, pur seminando il panico tra i diretti interessati. Ha reagito l'Ue, soprattutto hanno reagito le borse, lo spread è salito. Tutta acqua nel mulino della propaganda leghista. Tanto che Salvini già stamattina in una diretta video su Facebook ha approfittato dell'occasione propizia: "Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse, prima gli italiani. Sono tutti contro, il Financial Times scrive 'arrivano i barbari. Meglio barbari che servi".

Tutto sommato un ottimo punto di inizio di giornata, per il leader leghista. Incassata la rabbia dell'establishment, Salvini si tuffa nella trattativa vera. Già ieri sera, nell'incontro con Di Maio aveva constatato spiragli positivi, rispetto ad una giornata che di pessimismo nero di tutto lo stato maggiore leghista. "Ieri si sono ritrovati", ci dice un parlamentare a lui vicino. Ecco perché oggi punta dritto sui cardini di questo governo giallo-verde.

Salvini è pronto a dire sì, "a patto che sull'immigrazione si faccia come diciamo noi", ci racconta un deputato della Lega. Ecco spiegata la richiesta del leader di poter avere "un ministro leghista che si occupi di sicurezza e immigrazione". Nell'esecutivo con il M5s, Salvini si immagina insomma al Viminale. Ma chiede anche il ministero dell'Agricoltura, per difendere "il made in Italy".

E poi immagina Giancarlo Giorgetti, capogruppo alla Camera e suo luogotenente, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E il...

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