Orari estivi Trenitalia e tagli: a rischio i treni regionali

Il trasporto pubblico locale su rotaia, un settore che dovrebbe essere considerato cruciale per il paese, rischia il collasso. A lanciare l'allarme, che suona più che altro come una minaccia, è Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, durante un convegno sul tema presso l'Università Bocconi di Milano: "O si aumentano le tariffe o i contributi oppure non si può andare avanti. Se non ci sono i soldi noi non possiamo ricapitalizzare, possiamo solo interrompere il servizio, cosa che comporta una denuncia penale. Ci denuncino pure e poi vediamo cosa succede".

Che sia dalle tasche dei pendolari o dalla spesa pubblica poco importa, Trenitalia è pronta a lasciare a piedi i tanti lavoratori e studenti che utilizzano il treno per raggiungere i luoghi di lavoro se il trasporto pubblico locale non verrà rifinanziato. D'altra parte nel 2012 i tagli sono stati imponenti come aveva spiegato a Yahoo! Finanza Alfredo Peri, assessori ai trasporti in Emilia Romagna e presidente di Federmobilità: "Dal 2012 il taglio complessivo per il settore è di 1.665 milioni di euro, di cui 1.211 per Trenitalia, circa il 65 per cento".

Le lamentele per il servizio (sempre meno puntuale, con un numero di treni carente rispetto alle esigenze) sono facilmente spiegabili con i tagli che secondo Moretti hanno portato gli oneri legati al trasporto pubblico a livello di insostenibilità per la sua società. Secondo l'Ad di Trenitalia il rendimento passeggero per chilometro nel nostro paese è pari a 10,8 centesimi mentre in Germania si arriva a 20, in Francia a 22 e nel Regno Unito si toccano i 42. La realtà è che il prezzo di biglietti ed abbonamenti sulle tratte tradizionalmente utilizzate dai pendolari (e per questo oggetto di contratti di servizio fra le Regioni e Tranitalia) è in costante crescita da anni, ma stando alle stime di Federmobilità in presenza di tagli così significativi delle risorse pubbliche potrebbe non bastare nemmeno raddoppiarlo da un anno all'altro per coprire i costi.

In questo clima di incertezza già oggi il minimo problema rischia di far saltare il sistema. Basta vedere il caso della Toscana, piombata nel caos con l'entrata in vigore dell'orario estivo: treni soppressi, ritardi, pendolari costretti a prendere d'assalto i pochi convogli in circolazione in spregio ad ogni norma di sicurezza, fatalmente dimenticata fino al sopraggiungere di un incidente. Far quadrare il cerchio rischia di essere molto complicato nel 2013, soprattutto se Moretti manterrà l'intenzione espressa oggi.

Trenitalia ha altre priorità, il trasporto pubblico locale è un fastidio e l'attenzione è tutta rivolta all'alta velocità, un business che da qualche mese ha visto l'ingresso sul mercato di una concorrenza temibile ed agguerrita con Italo, il treno della società partecipata da Luca di Montezemolo e Diego Della Valle. Arriveranno le risposte attese? Il fragile bilancio pubblico sarà in grado di reggere l'urto oppure la mobilità (anche quella non finalizzata allo svago dei pendolari) diventerà un lusso che in pochi potranno permettersi?

Yahoo! Notizie - Vita da pendolari

Ricerca

Le notizie del giorno