Ordinario militare: no a polemiche tese a dimenticare i caduti -2-

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Roma, 12 nov. (askanews) - "Noi piangiamo persone che sono state liete di servire, lo hanno considerato un privilegio, una ricompensa in se stessa; e voi, carissimi familiari, potreste testimoniarlo. Militari che non avrebbero considerato un eroismo il loro atto del dare la vita ma una pienezza di servizio, una realizzazione della libertà", ha detto mns. Marcianò. "Per questo, essi 'sono nella pace'. Per questo, diventano maestri di pace".

Tutti, ha detto ancora l'ordinario militare, "riconoscono, tutti riconosciamo ai nostri caduti un'autorevolezza, un potere che essi hanno esercitato e insegnano a esercitare. È il potere del servizio, l'autorevolezza della coerenza e della testimonianza, che ha molto da dire pure oggi. Un servizio che non cerca l'utile, non si inquina con la ricerca di interessi personali o ricompense, è libero da infiltrazioni, corruzioni o da qualsiasi forma di attaccamento a tutto, persino alla propria vita".

Mons. Marcianò ha ricordato quanto detto di recente da Papa Francesco, quando ha esortato i cappellani militari di tutto il mondo "ad aiutare in particolare i militari che si trovano 'in situazioni di conflitto internazionale', 'ad aprire le loro coscienze a quella carità universale che avvicina l'uomo all'uomo, qualunque sia la razza, la nazionalità, la cultura, la religione dell'altro' e a non 'farsi derubare dei valori umani e cristiani'. Questo i nostri caduti hanno fatto. E bisogna dare spazio al loro esempio e alla testimonianza - ha detto il vescovo - piuttosto che assecondare proposte ideologiche e polemiche, tese a cancellare il ricordo di chi ha servito la Patria fino a sacrificarsi per essa e per la libertà altrui! Carissimi familiari, i vostri cari hanno vissuto profondamente il senso del servizio e del sacrificio e questo è motivo di gratitudine grande e commossa, da parte della nostra Chiesa, del nostro Paese, dei popoli da essi serviti".