Ordine infermieri Como: impensabile lavorare senza adeguate risorse

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Milano, 18 nov. (askanews) - "C'è un tempo per lavorare senza sosta per il bene comune e per la salute dei cittadini, ma c'è un tempo per riflettere su cosa serva per poterlo fare al meglio raggiungendo tutti. Non è più pensabile ipotizzare di sostenere il sistema sanitario nazionale e regionale senza un adeguato numero di risorse infermieristiche che si dispieghino in ogni setting di cura, dall'ospedale al domicilio dei pazienti. La contrazione di investimenti degli ultimi dieci anni induce oggi una sofferenza di sistema che piega i professionisti, soggiogati da effetti diretti e indiretti di una pandemia che esula da ogni previsione, impattando con una portata imponente, in una seconda fase che sembra peggiore della prima". E' quanto afferma il presidente delle professioni infermieristiche di Como, Dario Cremonesi, dopo la lettera inviata nei giorni scorsi dal Coordinamento regionale degli ordini delle professioni infermieristiche della Lombardia ai vertici della Regione in risposta al messaggio inviato loro dal presidente Attilio Fontana. In quella lettera l'Opi lombardo non aveva fatto sconti al numero uno della Lombardia: "Sono davvero toccanti le parole usate da Papa Francesco e riprese nella comunicazione, ma dal presidente di Regione Lombardia decisamente ci si aspetta che sia considerata la nostra competenza professionale oltre alla 'tenerezza' che contraddistingue il nostro agire", si legge nella lettera. "Nessuno di noi si è tirato indietro nell'affrontare questa situazione e certamente continueremo ad impegnarci con competenza e senso etico in quella che lei ha definito una lotta - proseguono - Per tale motivo le chiediamo fatti concreti a supporto del nostro operato per metterci nelle condizioni adeguate per poter continuare a garantire l'assistenza al cittadino". E qui elencano undici richieste puntuali per poi concludere: "Non siamo eroi, ma professionisti che con competenza e serietà continuano a mettere a disposizione degli altri il nostro servizio. Non esiste sanità senza infermieri e senza azioni concrete da parte della Regione, non possiamo continuare a combattere il Covid adeguatamente ed efficacemente, nel rispetto delle condizioni di sicurezza per noi e per i nostri assistiti". Secondo il Decreto Rilancio sono otto gli infermieri di famiglia per ogni 50 mila abitanti, poco più di uno ogni 6 mila pazienti. Per quanto riguarda gli ospedali la letteratura scientifica indica come standard ottimale un infermiere per ogni sei assistiti per ridurre la mortalità e migliorare gli esiti delle cure in maniera sensibile. Per la provincia di Como è prevista l'assunzione di 93 infermieri di famiglia. Il presidente Cremonesi conferma che dalla Asst Lariana stanno lavorando ad un progetto dedicato, chiamando infermieri da una graduatoria specifica per il territorio.