Ordine Malta, la lettera ai cavalieri: domande e risposte per capire l'intervento del Papa

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Non c’è pace per il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Cipro, di Rodi e di Malta. Prima la lunga lotta intestina per la riforma delle regole interne di quello che è al contempo ordine religioso laicale della Chiesa Cattolica sin dal 1113 e soggetto primario di diritto internazionale, con relazioni diplomatiche attive con oltre 100 Paesi e con l’Unione Europea, con anche lo status di Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite e attivo in circa 120 nazioni.

La stasi legata alla Luogotenenza (la cui scadenza era imminente) e appunto a una riforma ancora incompiuta ha provocato l’intervento, senza precedenti, di papa Francesco che ha assegnato pieni poteri al suo delegato, cardinale Tomasi, prorogando la reggenza del Luogotenente Fra’ Marco Luzzago e dando chiare indicazioni di velocizzare le operazioni per tornare a una piena operatività, a partire dall’elezione del Principe Gran Maestro.

Ordine Malta, tensioni su tradizione e riforme

A sottolineare che la mossa del Pontefice è apparsa inaspettata e per certi aspetti anche capace di indirizzare aspetti interni della vita di quello che uno stato sovrano, arriva ora l’iniziativa di Eugenio Ajroldi di Robbiate, direttore dell’ufficio comunicazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta, che firma una missiva per spiegare la situazione a tutti gli interessati.

Questa lettera, di cui Adnkronos ha copia (Leggi), arriva a porre i principali nodi della vicenda in forma di questions and answers, per spiegare le conseguenze dell’intervento papale e i prossimi passi da affrontare.

Innegabile che un’iniziativa del genere rappresenti la certificazione di come le figure istituzionali dello Smom si vogliano allineare al percorso indicato dalla Santa Sede. Infatti, la lettera, indirizzata a tutti i componenti del Consiglio Compito, ai Priori e sottopriori, nonché ai rappresentanti dello Smom nel mondo, parte proprio dalla direttiva di papa Francesco al cardinal Tomasi (che viene anche allegata alla lettera), ripercorrendone l’indicazione di prorogare oltre la scadenza costituzionale la reggenza del Luogotentente e poi citando le parole del Pontefice in relazione al progredire della riforma.

Ma la parte più interessante di questa lettera è costituita dalle domande e risposte presenti nel prosieguo. Ajroldi di Robbiate si sofferma a intuire i probabili dubbi dei destinatari e cercando di scioglierli.

Specialmente per quanto concerne il concetto di sovranità dell’Ordine: secondo Ajroldi la sovranità è ancora intatta, nonostante l’intervento esterno del Pontefice. Un nodo non secondario e che a breve potrebbe addirittura essere oggetto di interrogazioni al Parlamento della Repubblica, dove si guarda con attenzione a quanto accade in seno allo Smom e alla validità della fitta rete di relazioni diplomatiche.

Altri aspetti su cui si concentra la lettera del direttore della comunicazione dell’Ordine sono i poteri assegnati dal Papa al proprio delegato.

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