Ordine Malta: in prima linea nelle emergenze, il Cisom compie 50 anni

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Oggi il Cisom - Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta entra nel cinquantesimo anno di operatività: l’esperienza di tante emergenze vissute a pieno dagli uomini e dalle donne del Corpo ha reso, in questi anni, un servizio sempre più efficace per la popolazione. Volontari professionisti formati e chiamati a rispondere in ogni ambito sanitario e di Protezione Civile in un’Italia sempre troppo fragile. 

Dal 1970, anno del primo Decreto Magistrale dell’Ordine di Malta, il Cisom si trasforma nella costola operativa dell’Ordine di Malta in Italia. Da allora, in oltre 18.300 giorni in azione, la consapevolezza di dover costantemente formare persone e renderle efficaci nel soccorso, ha trasformato il Cisom che oggi opera in tutta Italia e nel Mar Mediterraneo: formare significa rendere i volontari dei veri professionisti del soccorso. Questa consapevolezza, sottolinea il Cisom, "ha reso possibile la creazione di una struttura di Alta formazione sanitaria e di Protezione Civile, dedicata ai volontari nel nostro interno come pure ai professionisti esterni che sempre più richiedono la nostra esperienza. Preparare i professionisti per innovare l’approccio al sistema di volontariato, sempre più necessario in una società in cui le crisi e le emergenze ne costituiscono ormai una complessa realtà da affrontare, è l’obiettivo dei prossimi anni". 

In un 2020 decisamente impegnativo, "in cui tutti i volontari hanno donato il meglio della loro umanità nelle comunità territoriali maggiormente colpite dalla pandemia, dedichiamo - aggiunge il Cisom -questo traguardo agli uomini e alle donne che animano la capacità di un Corpo che si rinnova nel profondo, senza dimenticare l’esperienza vissuta". 

“Carità ed efficacia. Queste le parole che ci ispirano e mutuando la storia dell’Ordine di Malta, il Cisom intende continuare a rinnovarsi, rendendo le nostre attività sempre più utili per il prossimo che più ha bisogno di noi", afferma il presidente Gerardo Solaro del Borgo per sottolineare l’impegno degli oltre 3000 volontari operativi in Italia. "Abbiamo partecipato in questi anni alle più grandi emergenze nazionali, sempre con la consapevolezza di essere parte di un sistema in cui l’aiuto al prossimo è la prima necessità a cui far fronte". 

"Dalla fine di gennaio, - continua Solaro - in seguito all’emergenza Covid, tutti i nostri volontari sul territorio italiano, chiamati dalle istituzioni nazionali e locali, sono al fianco delle persone per assistere la popolazione ai margini della società e che tuttora necessita di aiuto. Questo lungo periodo di attività ci ha fatto comprendere come l’importanza di una forte capillarizzazione sul territorio sia necessaria per essere tempestivi quanto efficaci. Dalla nostra esperienza la consapevolezza che possiamo fare ancora meglio".