Ordini agli scafisti: "In caso di problemi, gettate i profughi in mare"

"In caso di problemi o avarie al motore, gettateli in mare". Questo l'ordine impartito agli scafisti dai vertici dell'organizzazione sgominata dall'inchiesta Mare aperto della Procura di Caltanissetta.

L'organizzazione imbarcava i profughi in Tunisia per portarli in Italia

Diciotto le misure cautelari emesse per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Guidata da tre persone, di cue due già condannate per reati simili, l'organizzazione aveva base a Niscemi, nel sud della Sicilia, e si avvaleva anche di diversi scafisti e contatti in Tunisia: qui le imbarcazioni degli scafisti, in provenienza da Gela o dall'Agrigentino, andavano a recuperare i loro passeggeri, per poi portarli in Italia.

Piantedosi dal G7 dei Ministri dell'Interno: "L'Italia non procederà da sola"

Piena convergenza con la Germania e volontà di attenersi alle regole UE, intanto, la linea ribadita da Roma. Al G7 dei Ministri degli interni di Eltville am Rhein, il titolare del Viminale Matteo Piantedosi ha confermato la volontà di non voler andare avanti da soli. Rassicurazioni sulle tempistiche arrivano dalla Commissione Europea: "Il piano d'azione sui migranti sarà pronto entro l'8 dicembre, se non prima", la promessa del portavoce Eric Mamer.