Il biscotto che dà dipendenza come la cocaina

Filippo Panza
Il biscotto che dà dipendenza come la cocaina

Ha compiuto i 100 anni nel 2012, è il biscotto più venduto nel XX secolo con quasi 500 miliardi di pezzi acquistati e…crea dipendenza come la cocaina. Parliamo degli Oreo, i famosi dolcetti americani con due strati circolari sovrapposti a base di cioccolato ed uno interno di crema al latte. Proprio oltreatlantico arriva una scoperta: quello che lo slogan Usa definisce il “Milk’s Favorite Cookie” stimola nel cervello gli stessi centri del piacere attivati dalla cocaina. Con conseguenze certo diverse rispetto all'assunzione dello stupefacente, ma comunque negative.

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In primis, un sostanzioso contributo alla diffusione dell’obesità. E’ la conclusione a cui sono arrivati i neuroscienziati del Connecticut College di New London dopo una serie di test di laboratorio con i ratti. Il team di scienziati, guidato da Joseph Schroeder, ha accertato che la reazione dei roditori golosi dell’Oreo era la stessa di quelli che avevano ricevuto una dose di cocaina.L’esperimento americano ha posto le cavie, in un primo momento lasciate libere di esplorare le sostanze offerte, in un labirinto con una biforcazione. Una portava ad una torta di riso e l’altra ai famosi biscotti. I topi continuavano a preferire gli Oreo, in particolare lo strato di crema all’interno. In un altro test i roditori dovevano scegliere tra una soluzione salina da un lato e la cocaina o la morfina dall’altro. Sorprendentemente le cavie hanno mostrato lo stesso desiderio verso la droga e verso il dolce.

“'La nostra ricerca supporta la teoria che i cibi ricchi di grassi e di zuccheri stimolano il cervello nello stesso modo in cui lo fanno le droghe”,- spiega Schroeder, che presenterà il suo studio il prossimo mese a San Diego presso la Society for Neuroscience. “Questo potrebbe essere uno dei motivi per il quale le persone hanno difficoltà a stare lontano da loro, contribuendo alla epidemia di obesità. Non ho più toccato un Oreo – ha aggiunto lo scienziato - dopo aver fatto l’esperimento”

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La relazione ‘pericolosa’ tra alcuni tipi di cibo e dipendenze è sempre più un tema di grande attualità. Meno di cinque mesi fa i ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, coordinati da Francesco Leri (professore Associato di Neuroscienze e Scienze Cognitive Applicate), hanno scoperto che il fruttosio, dolcificante utilizzato nella produzione di molti degli alimenti più comuni, può causare reazioni comportamentali, chimiche e neurobiologiche simili a quelle prodotte dall’abuso di sostanze come la cocaina. Il prossimo passo sarà dimostrare quali sono i fattori che rendono alcune persone dipendenti dal cibo. “Il nostro obiettivo primario – ha chiarito Leri - è quello di scoprire predittori biologici di vulnerabilità a sviluppare un eccessivo consumo di sciroppo di fruttosio”. 









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