Orfini: serve un congresso, non si sa più cosa sia il pd

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Roma, 29 ott. (askanews) - "In politica si vince o si perde, ma se perdi devi perdere per le tue idee. Consegnandoti alle idee degli altri puoi solo continuare a perdere". Matteo Orfini, ex presidente del Pd, in un'intervista ad Avvenire attacca duramente il segretario dem Zingaretti: "Il risultato è drammatico ed è inopportuno chi tenta di ridimensionarlo, specie nel mio partito: è una sconfitta molto dura di una dimensione superiore alle previsioni, dal mio punto di vista inevitabile, dopo le scelte fatte. Ora però bisogna affrontarla e trarne le conseguenze. Innanzitutto evitare le forzature fatte fin qui. Si è tentato di trasformare un accordo tra forze alternative, figlio di un'emergenza, in alleanza stabile trasferita sulle elezioni regionali, che doveva diventare una strategia per il futuro. Ma è impensabile. Cosa rende compatibili Pd e 5 stelle? Abbiamo l'idea della democrazia rappresentativa diversa, l'idea del lavoro diversa, così per la giustizia, la gestione dell'immigrazione. Su tutti i principali dossier la pensiamo diversamente".

Per Orfini, dunque, il Pd sta soccombendo all'agenda M5s: "Le ragioni con le quali avevamo contrastato Salvini sono scomparse in nome di questa alleanza: la Ocean Viking sta in mare da 10 giorni, i decreti sicurezza non si toccano, lo ius culturae è impantanato in commissione, quota 100 diventa da difendere, e al contrario abbiamo ceduto a punti simbolici sbagliati come il taglio dei parlamentari, la difesa di quota 100 e del Rdc. Ora arriverà la giustizia. Abbiamo annullato il Pd nel nome della costruzione di un nuovo centrosinistra, ma nessuno sa più cosa è il Pd e cosa vuole fare". Da qui la richiesta: "Penso che ora ci sarà una discussione, poi o abbandoniamo l'idea che il futuro del Pd sia con i 5s, o se invece si vuole continuare nella direzione presa, ebbene, io dico concentriamoci per il voto in Calabria e Sicilia, poi però si faccia il Congresso, perché non è nel mandato di Zingaretti l'accordo con i 5s. Quindi se si vuole rilanciare l'alleanza c'è l'obbligo di chiamare tutti gli elettori a pronunciarsi".