Orietta Berti: "Playboy mi offrì cifre da capogiro per posare, ma rifiutai. Sennò chi avrebbe sentito mia madre?"

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Orietta Berti (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)
Orietta Berti (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)

Playmen e Playboy mi chiesero di posare nuda. Mi offrirono cifre da capogiro: ma chi l’avrebbe sentite poi mia madre e mia suocera. Quando una rivista, negli anni Settanta, pubblicò una vignetta con una mia caricatura in barca accanto a un prestante bagnino, mia madre si arrabbiò con me. Cosa c’entro io, se non so nemmeno chi l’ha disegnato?”. A raccontarsi sulle pagine del Corriere della Sera è Orietta Berti, cantante classe 1943 reduce dal successo di Mille con Fedez e Achille Lauro.

A proposito del collega Achille Lauro, che conosce da tempo dietro le quinte delle trasmissioni tv, l’artista ricorda che ad unirli è anche lo stesso stilista:

“Lui si veste romantico, con le maniche a sbuffo, i polsi alti, i fiocchi al collo. Si mette anche le tute trasparenti, ma io sono una signora e non potrei mai. Se Achille si mettesse i miei abiti sarebbe davvero originale...”.

Il brano cantato insieme ai due giovani cantanti dice “Hai risolto un bel problema e va bene così / Ma poi me ne restano mille”. A chi le domanda “quali sono stati i suoi ‘mille problemi’?”, Orietta Berti replica:

“Da giovane mi è mancato il papà che avevo 18 anni in un incidente, ci siamo ritrovati io, la mamma e la nonna, non erano tempi d’oro. Volevo fare la cantante ma non c’erano i mezzi di oggi. E oggi la salute. Io e mio marito abbiamo avuto il Covid, siamo stati molto male. Il pensiero è chi va via prima: io o Osvaldo? Questo è il pensiero fisso che viene a una certa età”.

Alla domanda “la cosa più trasgressiva che ha fatto?”, la risposta:

“Le vacanze a Los Angeles e Las Vegas, negli ultimi quattro non sono riuscita ad andarci, ma ci sono stata per 26 anni: là mi vesto tutto in un altro modo, ho tutte le mie parrucche colorate, mi vesto d’azzurro con la parrucca azzurra, o...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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