Orietta e il timore di rimanere senza suo marito

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Orietta Berti
Orietta Berti

Orietta Berti ha il forte timore di perdere il suo amato marito Osvaldo. L’uomo, oltre a essere consorte della celebre cantante originaria di Cavriago, è stato anche suo agente in passato. Orietta ha confessato che il pensiero su chi morirà prima. Nel corso di una lunga intervista per i suoi cinquantacinque anni di carriera, la cantante ha ricordato i difficili momenti in cui lei e Osvaldo avevano contratto il Covid, ammettendo di essere stati molto male.

Orietta Berti e Osvaldo: 54 anni insieme

Di recente, Orietta e Osvaldo hanno festeggiato i cinquantaquattro anni di matrimonio. Nonostante i timori, per Orietta questo è un periodo d’oro vista la sua partecipazione all’ultimo festival di Sanremo e alla fortunata collaborazione con Fedez e Achille Lauro. Gli anni trascorsi assieme al suo amore, oramai, più che renderla sicura, sembrano spaventare la povera Orietta.

Orietta Berti: l’amore con Osvaldo dal 1967

Come informa The Social Post, Orietta Berti e suo marito Osvaldo sono sposati dal 14 marzo 1967. Dal loro amore sono nati due ragazzi: Omar e Otis. Dal 2018 sono nonni della piccola Olivia, figlia del loro secondogenito. Intervistata al Corriere della sera, Orietta ha parlato della paura di perdere il suo amato Osvaldo, dichiarando: “Io e mio marito abbiamo avuto il Covid, siamo stati molto male. Il pensiero è chi va via prima: io o Osvaldo? Questo è il pensiero fisso che viene a una certa età”. Un timore che l’artista non nasconde e che è probabilmente legato alla morte prematura di suo papà, a causa di un incidente. All’epoca Orietta era solo una ragazzina di 18 anni.

Orietta Berti: gli esordi prima di consocere Osvaldo

Orietta Berti ha iniziato a studiare canto e musica lirica fin da quando era molto giovane. Era stato il suo stesso padre a spingerla verso tale strada, che in seguito le avrebbe portato tanti successi e soddisfazioni. Orietta Berti è riuscita a diventare una delle massime icone della musica italiana, dominando le classifiche tra gli anni ’60 e ’70. Al riguardo ha dichiarato nel corso della sua intervista al Corriere della sera: “La mia più grande fortuna è stata conoscere un discografico come Giorgio Calabrese. Da ragazza di provincia senza mezzi finanziari e di comunicazione (per fare le telefonate dovevo andare al bar del paese) mi ha fatto diventare una cantante popolare. Il mio successo lo devo a lui. E al pubblico. Non fu facile. C’era questo pensiero che fare la cantante non era un lavoro né dignitoso, né prestigioso, mentre adesso si sono capovolte le situazioni, il mestiere è molto più considerato. Anche se questo lavoro è un esame continuo, non sei mai arrivato, ricominci sempre da capo”.

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