Orlandi, i risultati delle analisi sulle ossa. Il Vaticano impone il segreto istruttorio

Orlandi, i risultati delle analisi sulle ossa

In seguito alle verifiche negli ossari del collegio teutonico non sarebbero stati trovati i resti di Emanuela Orlandi. La Sala Vaticana, come riporta Ansa, ha comunicato in una nota: "Nel corso degli accertamenti di antropologia forense, il Prof. Arcudi non ha riscontrato alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1800".

Pietro Orlandi: “Il Vaticano ha imposto il segreto istruttorio”

"Il Vaticano ha imposto il segreto istruttorio alle attività svolte al Campo santo del Collegio teutonico". Lo dice, in serata, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, a nome della famiglia Orlandi. Questo è il motivo per cui “né il nostro legale, l’avvocato Laura Sgrò, né i consulenti tecnici, né noi familiari possiamo rilasciare dichiarazioni.

VIDEO - Chi è Emanuela Orlandi?

Il consulente di parte della famiglia Orlandi ha chiesto "accertamenti di laboratorio su circa 70 reperti ossei; il Prof. Arcudi e la sua equipe non hanno avallato la richiesta perché le medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi".

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"I campioni sono stati repertati e trattenuti presso il Comando della Gendarmeria a disposizione del Promotore di Giustizia", spiega il comunicato della sala stampa vaticana a proposito dei reperti rilevati nel Campo santo del Collegio teutonico.

Sempre secondo quanto comunica il Vaticano, le operazioni si sono concluse "alle ore 12.30". "Il prof. Giovanni Arcudi coadiuvato dal suo staff, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla Famiglia Orlandi", prosegue la nota, "ha completato l'analisi morfologica dei reperti ritrovati negli ossari (diverse centinaia di strutture ossee parzialmente integre e migliaia di frammenti)".

Il Vaticano: “Siamo alla ricerca della verità”

La nota del Vaticano continua: "Nel dare comunicazione di queste operazioni, la Santa Sede conferma la propria volontà di ricerca della verità sulla vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi e smentisce categoricamente che questo atteggiamento di piena collaborazione e trasparenza possa in alcun modo significare, come da alcuni talvolta affermato, una ammissione implicita di responsabilità".

"La ricerca della verità”, sottolinea il comunicato, “è interesse della Santa Sede e della famiglia Orlandi. La trasparente volontà della Santa Sede è peraltro già emersa, oltre che nelle indagini e negli esami in corso al Campo Santo Teutonico, in quelle effettuate dalle autorità italiane, a seguito di una segnalazione della Gendarmeria Vaticana, nella sede della Nunziatura in Italia, a Villa Giorgina, per le quali è stata comunicata, in data 3 luglio, la richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Secondo quanto accertato dalle autorità italiane, che il 25 luglio scorso hanno avviato la procedura per la restituzione delle ossa rinvenute a Villa Giorgina, la datazione dei reperti risale ad un periodo compreso tra il 90 e 230 d.C. Ciò smentisce qualsiasi collegamento con la dolorosa scomparsa di Emanuela Orlandi".