Orlandi: "Senza risposte dal Vaticano presenteremo un'istanza al giorno"

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di Assunta Cassiano 

Un’istanza al giorno fino a quando non arriveranno risposte dal Vaticano sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. La famiglia, con il fratello Pietro e il legale Laura Sgrò, questa mattina è tornata in Vaticano per presentare una nuova istanza alle autorità di Oltretevere dopo quelle già inoltrate su più fronti: dalla richiesta di conoscere gli atti contenuti nel fascicolo che sarebbe detenuto dalla Segreteria di Stato, a quella di esaminare in maniera approfondita le ossa che sono state selezionate nel cimitero Teutonico in seguito all’apertura delle tombe, fino all’ultima in ordine di tempo di poter incontrare il presidente del Tribunale Vaticano Giuseppe Pignatone. 

Nell’istanza presentata oggi la famiglia della cittadina vaticana scomparsa quasi 37 anni fa, rivendicando "il diritto di prodigarsi in ogni modo per la ricerca della verità" e lamentando che "il tempo decorso non può che aggravare il corso delle indagini", chiede che vengano "senza indugio" date risposte. Fino ad allora, si legge nel documento che l'Adnkronos ha potuto visionare, verrà depositata un’istanza al giorno. 

"Non ci arrendiamo a questo silenzio - dice all’Adnkronos Pietro Orlandi - la nostra ricerca di verità e giustizia proseguirà senza sosta e con ancora più forza".