Orlando: “Tempi certi per i processi o niente riforma Bonafede”

Orlando prescrizione

Dopo l’ennesimo vertice sulla riforma della giustizia che si conclude in un nulla di fatto per le posizioni differenti di Pd e M5S sul nodo prescrizione, interviene l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Andrea Orlando sulla prescrizione

Secondo il dem è inevitabile lo slittamento della riforma Bonafede, che prevede lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, se non si interviene sulla lentezza dei processi. Ribadisce infatti che se la prescrizione viene bloccata, lo Stato deve essere in grado di garantire ai cittadini tempi certi. Per questo si auspica che prima del 31 dicembre 2019, il giorno precedente all’entrata in vigore della riforma, i partiti possano trovare un accordo.

Anche perché, ricorda, la condizione che Bonafede stesso aveva posto per l’entrata in vigore della nuova prescrizione era la riforma dei processi. Cosa che però non è prevista, dunque è necessario per lui rimettere insieme i due elementi. Non si dichiara infatti contrario allo stop della prescrizione, ma ritiene che non avrebbe senso senza velocizzare i temi dei processi.

In ogni caso non crede che sul fronte giustizia si possa aprire una crisi di governo, “perché sapevamo già di partire da posizioni differenti“.

Per quanto riguarda l’ipotesi di votare il ddl di Enrico Costa, membro di Forza Italia, che prevede lo stop alla riforma, afferma che è una valutazione che il partito non ha ancora fatto. Per lui non sarebbe comunque opportuno perché non conviene arrivare a discutere in aula senza aver prima concordato una linea comune.