Oro digitale contro oro fisico: i 5 trend letti da Coininvest

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Image from askanews web site
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Roma, 25 giu. (askanews) - L'anno passato rappresenta un trauma collettivo e un evento storico con conseguenze economiche assimilabili a un dopoguerra o allo scoppio di una bolla speculativa, simile a quella del 2006 legata ai mutui sub prime. La sostanziale differenza nell'osservare questi fenomeni è la presenza di nuovi strumenti finanziari e, soprattutto, delle nuove valute digitali e cryptocurrency. Da un lato circolano insistenti voci di "conio" di valute digitali da parte di governi (es Cina), mentre sono sempre più diffusi token e nuove valute introdotte da privati. Corsi e ricorsi storici preoccupano gli osservatori e analisti circa il rischio intrinseco di strumenti nuovi, le cui dinamiche di scambio e quotazione possono portare investitori inesperti ad assumere rischi non calcolati. L'oro digitale, infatti, in un contesto di regole ancora non del tutto definite, viene spesso proposto come un'opportunità di enormi guadagni immediati e convince molti nel ripetere le gesta e gli errori della fallimentare corsa all'oro del primo ottocento e che oggi punta a un nuovo Eldorado 2.0 Coininvest, il portale online specializzato nella vendita di argento, oro, platino e palladio che offre lingotti e monete di altissima qualità, ha stilato una classifica dei 5 trend e falsi miti che caratterizzano questo inizio del 2021. 1) Il mining "fai da te": apparentemente elaborare bitcoin può sembrare una cosa conveniente e alla portata di tutti. In realtà questa operazione non è per hobbisti: al costo di hardware acquistato o in affitto si sommano i costi dell'energia elettrica che, spesso, superano di molto il valore dell'estrazione stessa. Questo rappresenta un limite anche su grande scala, tanto che governi come quello Cinese stanno introducendo limitazioni a queste operazioni perché ormai il consumo energetico risulta talmente alto e non sostenibile, da mettere a rischio gli approvvigionamenti elettrici per le produzioni industriali.

2) Un bene rifugio: BTC, valute crypto e i tokens a loro collegati vengono a volte assimilati a beni rifugio e/o strumenti finanziari anticiclici rispetto all'andamento economico. In questo caso siamo spesso di fronte a un bias di percezione dato dal fatto che il periodo di osservazione è oggettivamente corto. Mercati consolidati come quello dei metalli preziosi, al contrario, si sono sempre dimostrati una garanzia in tutti i periodi di crisi e vantano track record centenari.

3) Sicurezza: sono famigerati alcuni casi di persone che conservavano BTC su chiavette o HD poi persi o danneggiati. Non si contano poi i fenomeni di hackeraggio e phishing a danno di piccoli trader e detentori di wallet. Sebbene la conservazione di un prezioso comporti rischi in caso di furto, è possibile conservare lingotti e preziosi in cassette di sicurezza assicurate.

4) Turbative di mercato: sempre più spesso, personaggi in vista e detentori di grandi stock riescono a influenzare l'andamento delle quotazioni che, nel giro di pochi minuti, perdono a doppia cifra. Il mercato dell'oro non è mai stato intaccato da questi fattori.

5) Sostenibilità e impatti sociali: il mercato e l'estrazione dell'oro ha fatto grandi progressi in termini di tracciabilità, sostenibilità ecologica e sociale. Attualmente il mercato del minig digitale è poco normato e sfugge ai controlli. Al costo in termini ambientali di un'attività estremamente energivora, si somma un costo ambientale derivante dall'estrazione di materie prime per semiconduttori e materiali speciali per server ad alte prestazioni.

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