Oro illegale in Brasile legato a raffinatori italiani, clienti Big Tech - documenti

Un "wildcat miner" setaccia un'area nella foresta Amazzonica nello stato di Para, in Brasile

SAN PAOLO (Reuters) - La polizia brasiliana sostiene che il raffinatore italiano Chimet abbia acquistato oro da un intermediario che si riforniva illegalmente nella foresta amazzonica, secondo quanto emerge da alcuni documenti delle autorità.

Inoltre filing pubblici di quattro big tech come Amazon.com, Apple, Microsoft e Alphabet, capogruppo di Google, citano Chimet come fonte per una parte dell'oro utilizzato nei loro prodotti.

Il settore tech utilizza spesso piccole quantità del metallo prezioso nei circuiti per l'elettronica di consumo.

In base ai documenti ottenuti dall'agenzia di stampa investigativa Reporter Brasil e consultati da Reuters, la polizia federale brasiliana ha accusato Chimet di aver acquistato oro per milioni di dollari da Chm do Brasil, che si presume abbia a sua volta ottenuto illegalmente il metallo prezioso dai minatori non autorizzati, i cosiddetti 'wildcat miner'.

Chm do Brasil, tramite un legale, ha affermato che tutto l'oro del gruppo è stato acquistato legalmente con la giusta documentazione.

L'estrazione illegale è aumentata in Brasile da quando il presidente Jair Bolsonaro si è insediato nel 2019, sostenendo i wildcat miner e cercando di legalizzare l'attività mineraria sulle terre indigene.

Le miniere non regolamentate hanno distrutto i terreni della foresta pluviale in Amazzonia e hanno inquinato i fiumi con il mercurio. I minatori si sono scontrati violentemente con le tribù indigene che proteggono la loro terra, lasciando una scia di morte, malattie e intimidazioni.

L'Instituto Escolhas, think tank brasiliano sulla sostenibilità, ha stimato che il Brasile ha prodotto 84 tonnellate di oro estratto illegalmente nei primi due anni del mandato di Bolsonaro, con un aumento del 23% rispetto ai due anni precedenti e pari a quasi la metà della produzione totale di oro del Brasile.

"Un'azienda che acquista oro dal Brasile sa già che c'è un rischio enorme di acquistare oro illegale, macchiato da sangue amazzonico", ha detto Larissa Rodrigues, autrice del rapporto di Escolhas.

Un rappresentante di Chimet ha detto che l'azienda ha interrotto i rapporti con Chm dopo essere stata informata delle accuse nell'ottobre 2021, quando la polizia ha effettuato ispezioni in nove stati brasiliani e nel distretto federale prendendo di mira Chm e altre persone presumibilmente coinvolte nel commercio illegale di oro.

Un documento della polizia che riassume l'indagine, datato agosto 2021, afferma che tra il 2015 e il 2020 Chimet avrebbe acquistato da Chm oro per un valore di 2,1 miliardi di reais (385 milioni di dollari).

Un portavoce della polizia federale dello Stato di Para non ha rilasciato dichiarazioni sull'indagine, poiché ancora in corso. I capi d'imputazione saranno probabilmente resi noti quando l'indagine si concluderà nel corso dell'anno.

I procuratori federali dovranno poi decidere se proseguire.

Le quattro aziende tecnologiche statunitensi hanno elencato Chimet tra gli oltre 100 raffinatori d'oro presenti nelle loro catene di fornitura durante i cinque anni dell'indagine e nelle ultime comunicazioni del 2021.

Chimet non ha un rapporto diretto con le quattro major tecnologiche, ma vende l'oro a banche che possono rivenderlo per diversi usi, ha affermato il rappresentante della società Giovanni Prelazzi in una dichiarazione inviata a Reuters, senza specificare i nomi delle banche.

Apple non ha menzionato esplicitamente Chimet, ma ha detto in un comunicato che le politiche del gruppo vietano l'uso di minerali estratti illegalmente e che le aziende che non saranno in grado di rispettare le norme saranno rimosse dalla catena di fornitura dell'azienda.

Nessun commento da parte di Amazon, Alphabet e Microsoft.

Chimet ha detto che, dopo essere venuta a conoscenza dell'indagine su Chm in Brasile, ha incaricato la società di revisione contabile Deloitte di condurre un audit sugli altri fornitori e ad aprile 2022 è stata nuovamente certificata da Lbma, l'associazione del mercato dei metalli preziosi, come conforme agli standard di approvvigionamento responsabile dell'oro.

Un rappresentante Lbma ha riferito a Reuters che le azioni di Chimet hanno dimostrato che non esistono problemi simili con altri fornitori e che i metodi di verifica sono stati rafforzati.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Gianluca Semeraro)

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