Orwell predisse l'iconoclastia militante in '1984'

AGI

Se c'è un libro che a ogni pie' sospinto viene citato come inquietante precursore dei tempi, quello è 1984 e l'immaginario distopico del suo autore, George Orwell, è sempre stato considerato in qualche modo vaticinatore.

E stupisce scoprire che nel suo capolavoro lo scrittore inglese abbia non solo tratto ispirazione dalla damnatio memoriae prima latina e poi sovietica, ma sia riuscito a gettare prima del tempo un rapido sguardo a quello che succede in questi giorni nelle strade di molte città.

Nel romanzo, quando un sovversivo viene fatto sparire dal partito, la sua figura viene eliminata da tutti i libri, i giornali, le fotografie. Ma la citazione è ancora più eloquente: "Ogni disco è stato distrutto o falsificato, ogni libro è stato riscritto, ogni immagine è stata ridipinta, ogni statua e ogni edificio è stato rinominato, ogni data è stata modificata. E il processo continua giorno per giorno e minuto per minuto. La storia si è fermata. Nulla esiste tranne il presente senza fine in cui il Partito ha sempre ragione". 

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