Oscar, Laura Pausini si commuove: "Dedico nomination al mio babbo"

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"Io mi sento orgogliosa di essere italiana e di vivere questo momento con voi". Laura Pausini si emoziona fino alle lacrime durante la conferenza stampa organizzata dopo la nomination all'Oscar ottenuta dalla sua canzone 'Io sì (Seen)'. "Non so forse è anche il momento che stiamo vivendo ma in questo momento mi sento molto emozionata ma anche molto fragile. Sono felice ma sento anche la responsabilità di questa nomination. In tutte le interviste con l'estero mi chiedono: ma ti rendi conto di quanto sia importante questa nomination per la cultura musicale del tuo Paese?", dice l'artista, prima ad essere nominata per la migliore canzone originale con un testo in italiano, di cui è coautrice con Nicolò Agliardi.

"Spero di dare il meglio di me, di non dire parolacce e di essere all'altezza della situazione", dice mentre stringe in mano la bottiglia con la tisana drenante, "perché qui bisogna andare vestiti eleganti alla cerimonia e quindi ho iniziato subito a mettermi in forma".

Poi, dopo aver ringraziato Sophia Loren, "senza la quale tutto questo non sarebbe successo", Agliardi "per la pazienza del lavoro fatto insieme sul testo"), Palomar e Netflix "che hanno voluto che la canzone nel film restasse in italiano in tutti i Paesi del mondo", fa la dedica che le sta più a cuore: "Dedico questa nomination, e se vincerò l'Oscar pure quello, al mio babbo".

"Non mi preparo mai dei discorsi - dice - per un'eventuale vittoria, anche perché di solito preferisco pensare che perdo così se vinco sono più felice. Ma questa volta ho pensato che dovevo prepararlo. Ed è dedicato al mio babbo. Perché è lui che mi ha insegnato tutto ed ha aspettato che fossi io a chiedergli di cantare. Mi ha fatto ascoltare la musica, mi ha spiegato quanto la musica era importante per le persone. Finché il giorno del mio ottavo compleanno ho chiesto in regalo il microfono. E lì è cominciato tutto". Ed è sempre il papà che l'ha spronata a sognare in grande: "Io sognavo di essere la prima donna della mia zona a fare il pianobar, lui mi diceva che avevo sogni piccoli. Ma io volevo solo cantare. Che è la stessa cosa di adesso, solo che ora lo faccio con più persone e più denaro. Ma quella sul palco sono sempre io".

"Questa gioia che sto vivendo è così contrastante con le difficoltà che stiamo vivendo in questo periodo. Spero che sia un regalo per gli italiani, anche per chi non mi segue. È un riconoscimento che va oltre il mio nome", dice Laura in collegamento dalla sua casa romana.

Sono passati 28 anni da quando vinse il Festival di Sanremo e due settimana da quando la canzone scritta per il film di Edoardo Ponti 'La vita davanti a sé' si è aggiudicata il Golden Globe ma lei rimane la stessa Laura di sempre, "con le stesse ansie, le stesse paure, lo stesso modo di gioire". "Non so cosa abbia di particolare la mia vita, ma mi chiedo continuamente perché ho avuto quello che ho avuto. Ciò che sento, e che ho sentito anche con il Golden Globe, è talmente più grande di quello che ho sognato nella mia vita, che non so come affrontarlo. Mi sento così piccola, ma è mio dovere non arrendermi. Sono molto impaurita, ma tutti i traguardi mi hanno dato la voglia di spingere sul mio acceleratore interno per vedere se mi merito davvero quello che ho, che in 28 anni non può essere fatto solo di fortuna". E ammette che a vincere un Oscar ci tiene parecchio: "Questa volta voglio crederci un po', se non vinco questa volta un po' mi rode. A questo punto proviamoci e se non va, rimane tutto com'è, non cambia nulla".

Il brano 'Io sì/Seen' è nato dalla collaborazione con la pluripremiata compositrice statunitense Diane Warren (undici nomination agli Oscar): "La sto sentendo tutti i giorni praticamente da agosto. Lei non ha alcuna intenzione di perderlo questo Oscar, più di me. È stata 11 volte nominata, questa volta vuole vincerlo". E il messaggio di accoglienza che il brano (come il film) porta con sé potrebbe aiutare: "Non so, anche Diane pensa che il messaggio in questo momento sia di vitale importanza. Ma il 70% dei nominati hanno una canzone con un tema sociale. Come anche molti dei film nominati", riflette.

"Condurre Sanremo 2022? Direi di no, voglio uscire con un nuovo disco. Un giorno lo farei con Paola Cortellesi ma bisognerebbe trovare un momento in cui sia io che Paola siamo libere. Adesso non so, mi pare difficile e se un giorno dovesse accadere non farei la direzione artistica: sono 'plagiabile', ho le mie preferenze, metterei solo i miei amici", risponde l'artista a chi le chiede se condurrebbe il prossimo festival di Sanremo. "In passato la Rai mi chiese di farlo con Paola Cortellesi e me lo chiese anche Bonolis ma non era possibile. Il festival bisogna farlo in un momento in cui si sente di poter fare qualcosa per la musica", aggiunge.