Oscar, “orgoglio cinese”: a Pechino Chloe Zhao diventa un’eroina

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Roma, 26 apr. (askanews) – E’ storica la vittoria agli Oscar di Chloé Zhao che con “Nomadland”, storia di una donna che decide di partire con un furgone attraverso gli Stati Uniti occidentali, incontrando persone costrette a vivere come nomadi moderni come lei ha vinto per il miglior film e la regia. E’ la seconda donna dopo Kathryn Bigelow a vincere un Oscar per la rega e la prima asiatica. Originaria di Pechino ma cresciuta negli Usa dove ha studiato cinema, viene ora acclamata in Cina come un’eroina.

“Lei è l’orgoglio di noi cinesi – dice una donna – dopo tutto è molto raro che un cinese riceva un premio Oscar. E se si considera l’atteggiamento degli Stati Uniti verso gli asiatici, è davvero un risultato molto raro”.

“La disputa sulla sua nazionalità è trending topic su Weibo, il social cinese – dice una ragazza riferendosi al fatto che Zhao è cresciuta negli Stati Uniti – ma lei è ancora di origine asiatica e dato che ci sono ancora forti discriminazioni contro gli asiatici negli Stati Uniti, il fatto che abbia vinto come cinese mi fa sentire molto felice”. “Penso che sia fantastico per un cinese vincere un premio così bello agli Oscar. Penso che il cinema cinese migliorerà sempre di più e lei sarà un ottimo esempio per i registi cinesi” dice un’altra.

Zhao anni fa si era attirata polemiche in Cina dopo che erano riemerse alcune interviste in cui sembrava criticare il suo Paese d’origine. Nell’accettare l’Oscar ha citato anche una poesia classica cinese recitata da bambina insieme al padre. “Le persone sono buone dalla nascita – ha detto – e io ancora oggi ci credo”.