Oskar Kozlowski si è tolto la vita in carcere soffocandosi con il gas di un fornelletto da campo

Oskar Kozlowski e Maxim Zanella
Oskar Kozlowski e Maxim Zanella

Suicida in cella il killer dei riti satanici: un anno fa uccise il suo amico. I media spiegano che il 23enne Oskar Kozlowski si è tolto la vita in carcere soffocandosi con il gas di un fornelletto da campo dopo aver messo in atto già in passato tentativi di farla finita. Oskar Kozlowski stava scontando una pena per l’omicidio del 31enne Maxim Zanella, il suo migliore amico, avvenuto nel 2021 a Brunico. Allora quel crimine aveva anche assunto i toni foschi di un contesto “satanista”: a casa del killer erano stati trovati un teschio, simboli di magia nera e lui stesso aveva il numero 666 tatuato addosso, ma la Procura aveva avviato indagini su altri contesti e l’assassino aveva sempre rifiutato a matrice “satanista” del delitto che lui stesso aveva ammesso.

Suicida in cella il killer dei riti satanici

I media spiegano che la morte di Kozlowski è la dimostrazione di una situazione carceraria allo stremo. Lo ha ammesso un agente di polizia penitenziaria con il Corriere del Veneto: “Siamo talmente pochi che non abbiamo le forze per sorvegliare i detenuti”. E ancora: “Da anni i sindacati della polizia penitenziaria denunciano la situazione insostenibile all’interno della prigione di via Dante”.

A faccia in giù sul gas del fornelletto

Ma come si è ucciso Kozlowski? Intorno alle 18.30 del 17 maggio il giovane polacco è andato in bagno ed i compagni di cella non hanno notato nulla di strano. Dopo un po’ però il detenuto non tornava e qualcuno è andato a vedere: Kozlowski è stato trovato riverso sul fornelletto a gas. I detenuti hanno provato a rianimarlo ma era troppo tardi. Il giovane si è intossicato respirando il gas della bomboletta da campeggio che i detenuti usano per cucinare nelle loro celle.

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