Osservasalute: con Covid emersa fragilit decentramento sanit

Red/Apa

Roma, 24 giu. (askanews) - Poche luci e molte ombre sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), penalizzato da riduzioni di spesa pubblica e sempre maggiore carenza di personale medico e infermieristico. Alla vigilia della pandemia da SARS-CoV-2, il sottofinaziamento della sanit, insieme alla devolution che ha di fatto creato 21 diversi sistemi sanitari regionali diversamente performanti, ha determinato conseguenze per i cittadini, che non hanno potuto avere le stesse garanzie di cura.

Paradigmatici i principali dati economici: dal 2010 al 2018 la spesa sanitaria pubblica aumentata di un modesto 0,2% medio annuo, molto meno dell'incremento del PIL che stato dell'1,2%. Al rallentamento della componente pubblica delle risorse finanziarie ha fatto seguito una crescita pi sostenuta della spesa privata delle famiglie, pari al 2,5%. Nel 2018, la spesa sanitaria complessiva, pubblica e privata sostenuta dalle famiglie, ammontava a circa 153 miliardi di euro, dei quali 115 miliardi di competenza pubblica e circa 38 miliardi a carico delle famiglie.

Sono i dati core estratti dal "Rapporto Osservasalute", XVII edizione, presentati alla stampa per la prima volta in remoto, attraverso la piattaforma StarLeaf; una edizione speciale del Rapporto, che giunge in un periodo molto particolare della storia del nostro Paese e del mondo intero.

Secondo il rapporto, i tagli alla spesa non sono stati sempre accompagnati da un aumento di efficienza dei servizi, e spesso si sono tradotti piuttosto in una riduzione dei servizi offerti ai cittadini. Per esempio, dal 2010 al 2018 il numero di posti letto diminuito di circa 33 mila unit, con un decremento medio dell'1,8%, continuando il trend in diminuzione osservato gi a partire dalla met degli anni '90.

"L'esperienza Covid-19 ha acceso i riflettori sulla fragilit dei Servizi Sanitari Regionali nel far fronte alle emergenze - considera il direttore scientifico Solipaca - In particolare, ha messo in luce la necessit di riorganizzare e sostenere con maggiori risorse il ruolo del territorio che avrebbe potuto arginare, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, la portata dell'emergenza evitando che questa si riversasse sulle strutture ospedaliere, impreparate ad affrontare una mole elevata di ricoveri di persone in una fase acuta dell'infezione".

"Un altro elemento su cui riflettere per il futuro l'organizzazione decentrata della Sanit Pubblica, le Regioni, infatti, si sono mosse in maniera molto diversa l'una dall'altra - conclude Solipaca - non sempre in armonia con il Governo nazionale".