Osservatore Romano, rubrica sulla scuola nel nome di don Milani

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Città del Vaticano, 16 set. (askanews) - Da oggi sull'Osservatore Romano compare una nuova rubrica dedicata ai giovani di tutto il mondo. L'intenzione, scrive Andrea Monda, insegnante di religione prima di essere nominato alla direzione del giornale vaticano, "è quella di seguire da vicino e da qui in poi questo segmento della società così caro alla Chiesa e così delicato e cruciale per il presente e il futuro del nostro pianeta".

"La scuola è il risultato di un dialogo fra due soggetti. Lo aveva ben capito don Milani", scrive Monda. "Il tavolo circolare intorno al quale si affollavano i ragazzi di Barbiana è il modello che vorremmo adottare per le pagine che settimanalmente dedicheremo al mondo (e ai mondi) della scuola".

"Vogliamo raccontare le scuole di tutto il mondo in una doppia prospettiva, orizzontale e verticale. Vogliamo infatti dare voce alle testimonianze dei cristiani impegnati nelle scuole in ogni latitudine, dalla Terra Santa (dove nelle aule gestite dai cristiani siedono, negli stessi banchi, ebrei e palestinesi) agli Usa, dall'Europa, culla della cultura cristiana, fino ai Paesi in via di sviluppo. Il viaggio però contemplerà anche la dimensione verticale. Entreremo nelle scuole delle eccellenze (dove cresce la futura classe dirigente) e nelle scuole del bisogno, quelle che sono impegnate ogni giorno a dare una possibile alternativa all'infanzia maltrattata e abbandonata dagli adulti. Sono due gli obiettivi. Da una parte vogliamo capire quali siano le caratteristiche proprie della testimonianza degli insegnanti cristiani in tutto il mondo e, soprattutto, quale sia il progetto di costruzione dell'umanità che anima queste esperienze. Dall'altra vogliamo aprire queste pagine alle testimonianze dei più giovani", assicura il direttore dell'Osservatore Romano.

"La testimonianza dei cristiani, in quella particolare macchina del tempo che è la scuola, è destinata ad alimentare la speranza e la fiducia in una salvezza che è riservata a tutti, ai geni e a quelli che non ce la fanno, agli studenti modello e a quelli che siedono negli ultimi banchi", scrive Andrea Monda.