Osteopatie, Giustina: serve maggiore chiarezza nella nota Aifa

Osteopatie, Giustina: serve maggiore chiarezza nella nota Aifa

Milano, 4 dic. (askanews) – La vitamina D è un ormone fondamentale per la salute delle ossa. E, secondo molti studi scientifici, ha anche effetti sulla salute cardiovascolare e su quella metabolica, come nel caso del diabete. L’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, ha di recente pubblicato la Nota 96 che in pratica regolamenta la rimborsabilità dei farmaci a base di vitamina D con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza. Una nota che ha aperto un acceso dibattito nella comunità scientifica, per la presenza di aree grigie che necessitano di chiarimenti da parte degli esperti. Ne abbiamo parlato con il Professor Andrea Giustina, ordinario di Endocrinologia e Metabolismo all’ospedale e Università San Raffaele di Milano.

“Naturalmente, come sempre quando si scrivono queste raccomandazioni e si delimitano queste prescrizioni, si finisce spesso non a fornire delle certezze ma a volte anche ad alimentare dei dubbi – ha spiegato Giustina – E questo è purtroppo quello che succede in generale, non solo in questa specifica nota ma che si ravvede anche in questa specifica nota”.

“Ovviamente ci sono delle aree che si prestano a possibili interpretazioni e a difficoltà di interpretazioni – ha sottolineato – Fra queste per esempio quando si parla di osteopatie, in cui sarebbe indicata la somministrazione di vitamina D anche a prescindere dello stesso dosaggio della vitamina D. Questo a mio parere è un aspetto sul quale una riflessione è opportuno che la facciano clinici, specialisti, esperti ed eventualmente società scientifiche per dare un contributo di chiarezza alla nota su che cosa e qual è il significato di osteopatia proiettato nell’ambito della somministrazione di vitamina D”.

“Nello specifico – ha aggiunto Giustina – la definizione di osteopatia per quello che riguarda l’indicazione alla rimborsabilità della vitamina D è importante da definire con una certa chiarezza, in quanto il termine di per se è piuttosto ampio e raccoglie tutta una serie di possibili problematiche a livello osseo. Per quello che mi riguarda, ed è una interpretazione legata al mio background come endocrino metabolico dell’osso, ritengo che nel momento in cui un paziente si presenti con una diagnosi densitometrica di osteopenia – quindi non di una osteoporosi ma di una perdita comunque già evidenziata di massa ossea – questa situazione configuri uno stato già di osteopatia metabolica”